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Visitare il quartiere ebraico di Cracovia e il suo ghetto

Di Camilla
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– Cracovia: il quartiere ebraico e il ghetto –

Una visita al quartiere ebraico di Cracovia e al suo ghetto è una parte immancabile in un viaggio alla scoperta di questa affascinante città della Polonia, perché permette di approfondire una fase importante del suo passato.

Passeggiare per le vie di Kazimierz, il quartiere ebraico, e di Podgórze, il ghetto, porta a riflettere su un periodo terribile della storia del ‘900 e non solo. Perché la discriminazione a Cracovia aveva radici anche più lontane. È una visita che ti prende a pugni sullo stomaco, ma che al tempo stesso porta a scoprire luoghi che oggi hanno trovato una nuova vita e una nuova anima, diventando il cuore pulsante di Cracovia.

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Uno dei murales nel ghetto di Cracovia

Il quartiere ebraico infatti è particolarmente dinamico, pieno di locali originali, di street art e di gente in giro, di giorno così come di notte.  In questo articolo troverai una serie di informazioni utili per visitare questa parte della città. Se vuoi su questo blog trovi anche un altro articolo dedicato a cosa vedere a Cracovia con tutte le tappe principali.

Visitare il quartiere ebraico di Cracovia e il ghetto

Partiamo con una precisazione: il quartiere ebraico di Cracovia e il ghetto sono due zone confinanti ma distinte. Mentre Kazimierz è patrimonio Unesco ed è stato maggiormente tutelato, Podgórze non vi rientra e negli anni non è stata prestata grande attenzione alla conservazione di un’area da un terribile passato. Appare quindi più anonima e meno curata, ma ci sono comunque punti di grande interesse.

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Plac Novy

Il quartiere ebraico, come accennato sopra, è invece uno dei punto più vivi della città: luogo d’incontro di giovani e non solo. Il mio consiglio è di visitarlo di giorno, per ripercorrerne la storia, e poi tornarci di sera per cena e dopo cena in uno dei tanti locali.

Visitare Kaziemierz, il quartiere ebraico di Cracovia

Per scoprire l’importanza di questa zona della città bisogna tenere a mente alcune date: il 1495 in primis, quando gli Ebrei furono allontanati da Cracovia e costretti nel vicino villaggio su pressione dei Cattolici, che mal tolleravano le loro libertà commerciali. Gli Ebrei infatti potevano tra l’altro dare e ricevere prestiti a differenza dei Cattolici. La zona era già circondata da mura.

Dopo il 1795, con l’avvio dell’impero austriaco, Kaziemierz fu completamente annesso alla città di Cracovia, ma coloro che erano di religione ebraica continuarono a non essere considerati cittadini.

La situazione per gli Ebrei ovviamente precipitò con l’arrivo dei Nazisti che si stabilirono proprio in quest’area. All’inizio dell’occupazione nazista, gli Ebrei a Cracovia erano 68.000, circa 65.000 morirono, poche migliaia riuscirono a scappare. Oggi ce ne sono meno di 1.000.

Le tappe a Kaziemierz

Piazza Zseroka

Una visita al quartiere ebraico di Cracovia non può non iniziare in piazza Szeroka, luogo simbolo di Kaziemierz. Qui si affacciano due sinagoghe (pare che un tempo ce ne fossero quattro): quella del rabbino Remu e la sinagoga vecchia. Purtroppo entrambe sono state depredate dai nazisti, ma quella vecchia resta comunque interessante per la presenza di un museo dedicato alla storia della cultura ebraica.

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La Sinagoga vecchia

Da non perdere la via Zseroka (foto di apertura dell’articolo), dal lato opposto della sinagoga vecchia, in cui si affacciano le antiche botteghe, oggi diventate ristoranti che conservano però tracce del passato.
Punto focale della piazza è il giardinetto: un tempo era un cimitero, ma i nazisti usarono le lapidi per il selciato. Accanto al giardino c’è una panchina con una statua: è in memoria di Jan Karski, militare polacco che denunciò per primo, a partire dal 1942, i campi di sterminio. Purtroppo non fu ascoltato.

Sinagoga di Isacco

Altra tappa del quartiere ebraico è la sinagoga di Isacco, la più grande della città. La sua storia è legata all’opposizione dei Cattolici, che cercarono di bloccarne la costruzione, e ai vari usi durante e dopo la guerra: fu tra l’altro teatro e magazzino, prima di tornare agli Ebrei.

L’antico muro e Plac Nowy

In via Warszauera è invece visibile un frammento di muro dell’originale separazione che divideva gli Ebrei dal resto della città. Nei pressi c’è anche il cimitero ebraico, che però noi abbiamo trovato chiuso e soprattutto pieno di erbacce.

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Una parte dell’originale muro di separazione

Proseguendo lungo via Warsauera si arriva in Plac Nowy, dove oggi ci sono molti locali. Al centro c’è l’ex mattatoio ebraico, trasformato in botteghini per lo street food.

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L’ex mattatoio

Nei pressi della piazza c’è un’altra tappa particolare, non storica ma ormai simbolica  quando si decide di visitare il quartiere ebraico di Cracovia: il cortile dove hanno girato alcune scene del noto film Schindler’s List. Occorre proseguire in Rabina Beera Meiselsa e arrivare all’altezza del locale Mleczarnia, lo riconoscerete sicuramente, anche per le foto del film. Nel cortile c’è inoltre parte del locale: Cracovia è piana di locali nei cortili, magari puoi farci una pausa durante il tuo giro.

Visitare Podgórze, il ghetto ebraico di Cracovia

Attraversando il bellissimo ponte Father Bernatek, si accede al ghetto ebraico. Poco dopo il ponte sorgevano alte mura e il cancello che separavano il ghetto dal resto della città. Pare che le mura avessero forma di tomba ebraica: il solo pensiero fa gelare il sangue.

Come accennato sopra, il ghetto non è patrimonio Unesco e quindi non è conservato con cura particolare: a vecchie case si affiancano edifici più recenti, in un mix non particolarmente affascinante. Una delle vie che più rappresenta il ghetto è ulika Wegirska, dove sono ancora visibili le vecchie capanne.

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Ghetto ebraico di Cracovia

I racconti legati al ghetto di Cracovia sono terribili: tra quelle mura vissero 18.000 persone che servivano come lavoratori per i vicini stabilimenti industriali nazisti. Dal 1942 furono costretti a vivere ammassati: la legge prevedeva 10 Ebrei a finestra, quindi in circa 60 metri quadrati. Le persone erano ridotte allo stremo, arrivarono a cibarsi di foglie, arbusti e trucioli. Secondo alcune fonti storiche all’interno dell’ospedale furono uccisi dalle SS 300 bambini.

Luogo simbolico di Podgórze è sicuramente la piazza degli eroi con la sua toccante istallazione: una serie di sedie di metallo che rappresentano ognuna un migliaio di ebrei morti a Cracovia.

Le interpretazioni sull’opera che ho letto sulle guide sono diverse: secondo alcuni richiamano il vuoto lasciato dai deportati che avevano abbandonato dietro di loro i propri averi. Secondo altri stanno a ricordare il tentativo degli stessi di portare con loro pochi beni trasportabili, tra cui le sedie, quando furono radunati, ignari che la destinazione fosse il campo di concentramento.

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Piazza degli eroi

Secondo testimonianze storiche in questa piazza furono infatti ammassati migliaia di Ebrei che finirono ai campi, ma centinaia non ci arrivarono neanche perché furono uccisi prima, specie bambini, anziani, malati e le mamme che non si volevano separare dai figli.

La farmacia del ghetto di Cracovia

Da un lato della piazza c’è un piccolo edificio grigio oggi in semi abbandono: un tempo era il chekpoint. Dal lato opposto, in un edificio basso color bianco, c’era una farmacia di un non ebreo: l’unico a cui fu permesso di restare nel ghetto. Fu lui stesso a resistere alle pressioni pur di rimanere in quel posto: cercò disperatamente di portare un po’ di sollievo e aiuto alle persone costrette a vivere lì, diventando testimone delle atrocità che venivano compiute. Alla fine ne parlò in un libro, Il farmacista del ghetto di Cracovia, che ho già inserito nella mia lista dei libri da leggere.

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Il murales di Blu

Per raggiungere la piazza passerai probabilmente davanti ad uno dei murales più famosi di Cracovia, quello dell’artista italiano Blu, che in realtà ha suscitato pareri contraddittori e può avere più letture (ne parlerò in un articolo dedicato alla street art).

Non lontano dalla piazza, attraversando la strada principale e proseguendo per una decina di minuti, c’è l’ex fabbrica di Shindler, oggi divenuta un museo con alcuni documenti e un paio di stanze (tra cui il suo ufficio) che mostrano com’erano all’epoca.

Il nostro giro per il quartiere ebraico di Cracovia e il ghetto finisce qui, spero di averti dato suggerimenti utili per una visita in città.

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11 Commenti

Visitare Cracovia: le 15 cose da vedere - E allora parto 14 Giugno 2019 - 7:45

[…] Ovviamente la storia del quartiere fu profondamente segnata dall’arrivo dei Tedeschi. Quello al quartiere, così come al ghetto, è un giro particolarmente toccante e significativo in una visita a Cracovia per questo ho deciso di dedicargli un articolo a parte: visitare il quartiere ebraico di Cracovia e il suo ghetto. […]

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Julia 1 Giugno 2019 - 21:41

Non sono stata a Cracovia ma sicuramente questo quartiere l’avrei incluso anch’io nella visita della città, la storia non va mai dimenticata

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Camilla 2 Giugno 2019 - 16:29

Ciao Julia, si anche io la penso esattamente così.

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Barbara 1 Giugno 2019 - 17:38

Ciao Camilla.
Andrò a Cracovia questa estate e ho letto con piacere il tuo articolo.
Tra l’altro sto finendo di leggere “Il farmacista del ghetto di Cracovia” e, nel giro che farò, cercherò sicuramente i luoghi descritti nel libro.

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Camilla 2 Giugno 2019 - 16:30

Ciao Barbara, che bello che stai leggendo il libro, sarà ancora più bello visitare la città.

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Dany M 31 Maggio 2019 - 18:18

Deve esser stata una visita molto interessante e densa di emozioni. Mi segno il nome del libro!

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Camilla 31 Maggio 2019 - 22:56

Ciao Dany, si lo è stata decisamente. A me è piaciuta molto.

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anna 31 Maggio 2019 - 16:01

Abbiamo fatto un interessantissimo free walking tour in questo quartiere. Una storia molto triste purtroppo, ma della quale vale la pena essere informati.

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Camilla 31 Maggio 2019 - 22:57

Ciao Anna, si concordo in pieno. Sono fatti che vanno ricordati.

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Rosy 31 Maggio 2019 - 12:56

Mi hanno parlato benissimo di Cracovia, una meta che posso programmare per l’autunno. Io ero stata nel quartiere ebraico di Praga e mi è piaciuto molto.

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Camilla 31 Maggio 2019 - 22:57

Ciao Rosy, si quello di Praga l’ho visitato anche io. Questo è un po’ diverso, ma molto interessante.

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