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Viaggi e turismo sostenibile, intervista a Teresa Agovino

Di Camilla
teresa agovino-turismo sostenibile- viaggi sostenibili

– Viaggi e turismo sostenibile –

Viaggia per il mondo con tempi lenti, fermandosi ad ascoltare le popolazioni locali e lavorando a stretto contatto con loro per sviluppare progetti di turismo sostenibile ma non solo: questa volta per la rubrica “Le interviste di E allora parto” ho fatto due chiacchiere con Teresa Agovino, ingegnere ambientale e consulente di turismo sostenibile.

Attraverso i suoi racconti abbiamo fatto un salto dall’America Latina al Sud-est asiatico passando per l’Africa, con un occhio super attento a tutto quello che concernere l’impatto ambientale.

Come sempre qui trovi l’audio completo dell’intervista.
Tutte le foto mi sono ovviamente state fornite da Teresa.

.Turismo sostenibile e non solo

Teresa lavora con varie organizzazioni internazionali, sia profit che no profit, nella gestione dei progetti di turismo sostenibile. “Sono progetti a contatto con la popolazione, quindi sociali, dove la gente del posto viene inclusa in tutti i processi di formazione e gestione del turismo. – Mi spiega all’inizio dell’intervista-. La mia attività non è però legata solo a questo, ma all’ingegneria ambientale a 360°: in Africa ho realizzato con una ONG un impianto di potabilizzazione dell’acqua; in Laos mi sono occupata di gestione degli animali, sempre sostenibile”.

Ricordi di viaggio

Il suo lavoro l’ha portata in luoghi lontani e diversi e, come spesso accade, tutti hanno lasciato un segno, anche perché il modo di viaggiare lento, a contatto con la popolazione, le permette di vivere esperienze uniche e forti. Ripensando alle sue tappe e a ciò che l’ha colpita mi dice: (2’10”) “Sicuramente il Sud-est asiatico, e principalmente il Laos che ho visitato 3 anni fa quando era ancora poco turistico, mi ha trasmesso un profondo senso di rispetto e gentilezza, oltre alla bellezza della natura.

La stessa che ho ritrovato in Africa, ma in maniera più potente: in Tanzania ricordo distese immense tra savane e praterie con gli animali liberi. Poi la curiosità degli Africani: in qualsiasi villaggio c’erano bambini che si riunivano, curiosissimi di scoprire cosa stesse accadendo, ma soprattutto pieni di voglia di apprendere”.

Teresa Agovino-turismo sostenibile

“Il Sud America mi ha lasciato un calore umano che è inspiegabile e questa bellezza un po’ antica”, racconta riferendosi alla cultura dei popoli indigeni, soprattutto dell’Amazzonia e al loro legame con la natura. “Ricordo la frase che mi ha detto una donna indigena, che tra l’altro era leader delle ultime proteste contro l’aumento del petrolio: noi abbiamo rispetto per la terra”. Un rispetto che Teresa ha ritrovato in ogni loro comportamento.

Il Perù fuori dai soliti itinerari

Lavorare con le popolazioni locali vuol dire in molti casi entrare in contatto con realtà che sfuggono al viaggiatore medio, in zone che molti preferiscono evitare, com’è accaduto a Lima, dove di solito si fa scalo per proseguire oltre.

La sua esperienza lì è iniziata in un’area periferica, la classica zona degradata, sporca e violenta. (6’29”).“I primi giorni sono stati un po’ complicati per ambientarsi, perché di fronte casa mia c’era la casa di un noto narco-trafficante”, spiega sottolineando anche “l’impossibilità di scendere o uscire il pomeriggio, la necessità di tenere il telefono sempre nascosto (…). Però mi è piaciuto perché lì ho visto un moto di rivoluzione di tante persone”.

Teresa Govino-viaggiare in modo sostenibileA Lima, Teresa ha lavorato con “due donne, una Italiana e una Peruviana, che avevano deciso di restare in un luogo inospitale e avevano resistito a una serie di minacce e difficoltà logistiche, superando tante barriere”. Lo hanno fatto per 30 anni, per dare supporto a bambini che non avevano altro aiuto se non quella scuola.

“Mi hanno dato il senso della vita, persone che hanno dedicato tutta la loro esistenza a bambini disabili in un posto dal quale chiunque sarebbe scappato”. Un’esperienza forte come altre vissute a Lima, ad esempio il giorno di Natale, quando ha lavorato ad un mensa per senzatetto (10’19”): esperienze come quelle, precisa, ti restituiscono il senso del Natale e della vita in generale.

Teresa Agovino-Perù-deserto perù

In Perù

Verso l’Ecuador

In Sud America Teresa è partita dal Perù per arrivare in Ecuador facendo la zona dell’Amazzonia. Di quel viaggio ha impressi nella mente i paesaggi stupendi, che cambiano repentinamente, e il cibo, ma anche un incontro unico con le tribù indigene dei Waorani. (13’55”)

Sono arrivata in occasione di un evento storico, perché ogni 4 anni si riuniscono per votare il capo (…)

Prima di votare hanno letto la Costituzione, dove dicevano che una persona per essere votata deve essere socialmente accettata, tutti devono riconoscerne la moralità: è una cosa seria, che è alla base della democrazia e dell’etica, che dovrebbero essere parte dello stesso percorso”. Il contatto con le popolazioni locali è ciò che fa la differenza per Teresa che ci tiene a precisa: “quando arrivo in un posto mi siedo e ascolto”.

Turismo sostenibile con gli animali

Prima dell’America Latina Teresa era stata nel Sud-est asiatico, un viaggio che è partito dalla Tailandia ed è finito in Laos: “Ho scelto il Sud-est asiatico per approfondire la questione degli elefanti, per capire come la fauna viene inserita (e sfruttata) nelle dinamiche turistiche”. La soluzione per molti sarebbe quella di lasciarli liberi ma Teresa ci tiene a precisare che “è una posizione semplicistica, di chi non vuole contestualizzare all’interno di un ambiente – quello del Sud-est asiatico-, dove la popolazione da anni vive a contatto con gli elefanti, che sono parte integrante della cultura, del sub-strato e contesto sociale” (19’10’’).

Teresa Agovino-laos

In Laos

Lei ha lavorato in un santuario, una sorta di via di mezzo tra totale libertà e cerchi/zoo nella gestione degli animali. “Ho cercato di realizzare un progetto di welfare animale. Loro mi hanno detto che non possono abbandonare gli elefanti perché parte della loro economia dipende da questi animali e i turisti sono fonte di reddito: l’idea del santuario è una soluzione in cui i visitatori interagiscono in una misura limitata”, sotto il controllo e la guida di esperti, dove anche i volontari hanno una formazione precisa.

L’importanza del contesto

Questa scelta non piace a molti per ragioni etologiche, ma Teresa è convinta che non si possa imporre una visione completamente occidentale a un paese ignorando i profondi legami tra la popolazione e gli animali. E precisa:

“Questo progetto mi è servito per capire che un turismo sostenibile è un turismo rispettoso, non solo delle regole tipo check list: nei vari contesti ci sono tanti fattori da tenere in considerazione.

Per questo sono importanti i viaggi lenti, perché solo con il tempo e con la propensione all’ascolto si possono approfondire certe dinamiche”. E a proposito di viaggi lenti, dai ricordi del Laos riemergono anche quelli legati alla tappa nelle 4.000 isole e alle uscite in barca con i pescatori locali (24’01’’).

 

Safari e alternative sostenibili

Parlando di animali e turismo sostenibile non potevamo non parlare di safari, un tema dibattuto. Teresa mi ha spiegato come possano esistere alternative sostenibili, dando alcuni consigli su come sceglierle: “Usare un operatore locale, fare in modo che i gruppi non siano numerosi, cercare di capire se hanno delle certificazioni (ci sono elenchi disponibili online) e se hanno mezzi elettrici. Io ne ho fatto due ed erano gestiti in questo modo – mi ha raccontato-. L’elemento cardine era che non si chiamavano tramite radio per annunciare la presenza di uno dei big 5” evitando quindi assembramenti.

Teresa-Agovino-Tanziania

In Tanziania

Individuare progetti sostenibili purtroppo non è sempre facile e realtà “fasulle” esistono ovunque: Teresa stessa ha avuto modo di constatarlo anche in Sud America, visitando alcuni centri di riabilitazione per animali e constatando la differenza tra quelli “veri” e quelli che di recupero avevano ben poco. (28’00”).

Viaggiare sostenibile: consigli pratici

Parlando con un’esperta di turismo sostenibile mi è sembrato naturale chiedere suggerimenti per ridurre l’impatto dei nostri viaggi, partendo dalla consapevolezza che un impatto c’è sempre (ne parlavo anche qui). Teresa ha voluto precisare un aspetto fondamentale:

È importante tenere a mente che la sostenibilità è ambientale, ma anche sociale ed economica. Avendo chiaro questo, possiamo ridurre il nostro impatto sui tre comparti”.

Scelte sostenibili

Le azioni più comuni sono legate alla riduzione della plastica, alla diminuzione dei rifiuti e ai trasporti. (32’42’’)“Senza dubbio un aspetto importante è fare ricorso agli operatori locali e scegliere servizi forniti dalle persone del posto: il focus deve essere che i soldi che spendiamo per la vacanza restino all’interno del territorio. Se scegliamo un’accomodation, perché non optare per una struttura a gestione familiare? Facciamo ricorso a ristoranti locali e proviamo pietanze tipiche. Se vogliamo affittare un’auto cerchiamo agenzie locali o prendiamo i mezzi pubblici come le persone del luogo”.

Puntare sul local

Stesso discorso vale per i souvenir, optando sempre per quelli artigianali, così come scegliere attività tipiche del posto. Tutto ciò permette anche di inserirsi meglio nel contesto. Poi c’è la questione dei rifiuti, perché nei paesi a sud del mondo spesso la gestione dei rifiuti non è un argomento del governo, o non è tra le priorità, e diventa oggetto di attività in qualche modo illegali. “Quindi è importante scegliere prodotti che riducono i rifiuti”. A monte di tutto ci deve essere comunque una preparazione, per capire dove si sta andando.

Pochi strumenti online

Purtroppo al momento non esistono molte piattaforme che possano aiutarci nell’organizzazione di un viaggio più sostenibile: c’è Ecobnb, ma solo per alloggi inItalia, come conferma Teresa. Il problema è che spesso le realtà locali non hanno mezzi per promuoversi e trovarle non è semplice: come si evince benissimo dalle esperienze di Teresa, si raggiungono a volte solo tramite contatti locali, chiedendo a gente del posto, tramite approfondite ricerche – anche sui gruppi social -e una buona dose di passaparola. 

Sostenibilità: i paesi che investono

(46’00″) Con Teresa abbiamo chiuso la nostra chiacchierata pensando ai paesi che stanno investendo di più sulla sostenibilità. Lei ha citato la Costa Rica, che ha stabilito politiche di gestione e tutela della biodiversità. Un altro stato che si sta muovendo bene è la Nuova Zelanda. Qualcosa sta accadendo anche in alcune zone dell’America Latina, ovviamente non parliamo di paesi come in Nord Europa, dove la sostenibilità è parte integrante dello stile di vita. Parliamo di paesi che prendono decisioni importanti, ma dall’altro lato continuano ad investire sui combustibili fossili.



Io e Teresa siamo concordi sul potere che ha il singolo consumatore, che può contribuire con le sue richieste ad incentivare un cambiamento e un’azione di governo. Le autorità hanno la responsabilità di adottare politiche più sostenibili ma ognuno di noi deve fare scelte consapevoli promuovendo così dal basso il cambiamento.

Prima di salutarti ti segnalo il profilo Instagram di Teresa, dove parla costantemente di sostenibilità e impatto ambientale da diversi punti di vista e approfondendo veramente tanti aspetti, soprattutto nel suo green corner.

Se vuoi leggere le altre interviste, qui trovi quella a Laura Silvia Battaglia (giornalista di guerra) e quella ad Anna Rubert (Cooperante internazionale).

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