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Alla scoperta della Copenaghen alternativa

Di Camilla
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 – Copenaghen alternativa, tappe da non perdere –

Copenaghen non è solo casette colorate lungo il famoso porto Nyhavn, castelli e storiche attrazioni nel parco Tivoli: oggi vi porto a fare un giro in una Copenaghen alternativa, alla scoperta di alcune tappe non sempre battute dai visitatori.

La capitale danese si può visitare anche in un viaggio breve, con tre o quattro giorni al massimo si riesce a vedere molto (per le principali attrazioni ti suggerisco l’articolo su cosa vedere a Copenaghen in tre giorni). Questo tempo basta anche per spingersi un po’ più in là dalle mete classiche e scovare qualche luogo molto interessante, un po’ più insolito ma che ci restituisce bene il carattere della città.

Copenaghen alternativa, le tappe da non perdere

Jægersborggade, la via cool di Copenaghen

In un giro nella Copenaghen alternativa una tappa a Jægersborggade è secondo me d’obbligo. Questa via (ma in realtà un po’ tutta la zona) inizialmente era abitata soprattutto da persone in condizioni disagiate e considerata da molti un’area poco tranquilla. Tutt’ora sono diversi i Danesi che sconsigliano una visita qui, ma io credo ne valga assolutamente la pena.

Jægersborggade infatti è andata incontro ad un grande processo di riqualificazione ed è diventata una delle vie più cool ed hipster di Copenaghen.

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Entrando a Jægersborggade

A due passi dal parco di Nørrebro, raggiungibile dal centro con il bus, questa via ti accoglie con grandi palazzi colorati  ed è piena di caffè e negozi che vendono un po’ di tutto, dal cibo ai vestiti fino ai complementi d’arredo. Tra le circa 40 attività presenti ci sono anche una serie di studi e laboratori creativi, di designer, fotografi, artigiani e molto altro

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Vanishing point

Già, perché la caratteristica di Jægersborggade è proprio l’originalità dei locali e delle attività: la creatività è il filo conduttore, così come la voglia di proporre qualcosa di originale, di inusuale ma curato, direi quasi d’ispirazione per gli altri. C’è anche una marcata attenzione al bio e alla sostenibilità.

Tra i laboratori/negozi creativi da non perdere Vanishing Point, dove abbiamo trovato cose interessantissime e comprato una stampa stupenda. Qui trovi qualche dettaglio in più su negozi e locali di Jægersborggade.

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Jægersborggade, una delle vie più cool

Proprio a Jægersborggade ci è successa un episodio molto carino: ci siamo andati di domenica dopo pranzo e alle 15 stavano tutti per chiudere (tienilo a mente per una tua eventuale visita).

Passando davanti ad un grazioso locale, La Dispensa, che vende vino e prodotti da forno, una ragazza ci ha chiamati per chiederci se ci andava di prendere in regalo un po’ di pane e dolci freschi che, dovendo chiudere, sarebbero rimasti lì. Sul momento pensavo di non aver capito, ma lei voleva proprio regalarceli e non è servito a nulla insistere per pagare, non c’è stato verso: siamo usciti con uno sfilatino lunghissimo di un ottimo pane croccante fuori e morbido dentro (diventato la base della nostra cena) e due girelle dolci che erano squisite.

Superkilen

Non si può parlare di Copenaghen alternativa senza soffermarsi su Superkilen: un interessante esperimento di recupero urbano anche questo nella zona di Nørrebro. Come scritto sopra, questa parte della città non era tra le più belle, curate e sicure ma oggi pare stia cambiando, anche grazie a progetti molto originali. Superkilen in pratica è un’ampia area divisa in 3 zone distinte per colori, organizzate in modo tale da fornire occasioni di svago, incontro e divertimento a diverse fasce di età, il tutto in un ambiente originale, moderno e curato.

La parte verde è dedicata al parco giochi per bambini, quella rossa è più urbana, con caffè e strutture pensate per lo sport, e infine quella nera è strutturata per il mercato e i pic-nic.

Ad attraversarle un lunga pista ciclabile (i Danesi usano tantissimo le bici e poco le auto). Le pavimentazioni, anch’esse colorate, rendono il tutto cromaticamente molto visibile e sono realizzate spesso con materiali antiscivolo. Nella parte nera l’alternanza con il bianco/grigio crea un effetto visivo quasi ipnotico.

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La pavimentazione di un lato della parte nera

Si tratta di un esperimento architettonico e urbano ma anche sociale: in una zona fortemente multietnica hanno cercato  di favorire al massimo l’integrazione tra le oltre 40 comunità presenti inserendo nel progetto elementi di diverse culture ed etnie. Anche molti dei materiali utilizzati provengono da parti del mondo che sono le zone di origine degli abitanti. Ci si imbatte ad esempio nella fontana con la forma della stella di David, se si alza gli occhi nella parte nera si vede la mezzaluna araba, più in là i tavoli latino americani e molto altro.

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Dettagli della parte rossa del Superkilen

Esteticamente mi è piaciuto molto, così come mi ha colpito il tentativo di fare qualcosa che oltre che esteriormente particolare fosse anche una leva in più per l’integrazione.

A realizzarlo sono stati lo studio di architetti Big-Bjarke Ingels Group, gli artisti del gruppo Superflex e i paesaggisti dello studio Topotek 1

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Una panoramica della parte nera

Il mercato Torvehallerne

L’altra tappa interessante di cui voglio parlarti in questo giro nella Copenaghen alternativa è forse meno particolare delle due precedenti ma secondo me molto carina, soprattutto se ti piacciono i mercati: è il torvehallen, un mercato abbastanza centrale con due strutture chiuse e un’ampia area all’aperto dove si posizionano bancarelle di fiori ( i fiori sono molto usati in Danimarca per dare colore alle giornate grigie) e tavoli per mangiare.

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Il mercato

Noi ci abbiamo fatto una pausa pranzo. Le specialità sono molto varie, ci sono anche soluzioni vegetariane, piatti più semplici e altri più elaborati.

La sirenetta geneticamente modificata

La sirenetta geneticamente modificata fa parte di un gruppo scultoreo creato dal professor Bjørn Nørgaard e chiamato il Paradiso geneticamente modificato. Si trova non molto distante dalla Sirenetta originale. In pratica si tratta di una lettura ironica e provocativa della società postmoderna, con una critica alle modificazioni genetiche.

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La Sirenetta geneticamente modificata

La statua della Sirenetta di Copenaghen è molto famosa ma in realtà non è particolarmente speciale, ecco perché dovendo arrivare nel quartiere in cui è posizionata (piuttosto fuori dal centro) una volta che si è lì consiglio di fermarsi per dare uno sguardo anche a questa curiosa ed enigmatica opera.

Christiana, la free town di Copenaghen

Di certo non si può parlar della Copenaghen alternativa senza citare Christiania, il quartiere libero della capitale danese. Un’area non lontano dal centro occupata da squatters negli anni ’70 che da allora vive secondo regole proprie. Ne ho parlato approfonditamente, con vari consigli, nell’articolo su visitare Christiania.

Una tappa in più della Copenaghen alternativa

Prima di chiudere voglio però citare anche un altro posto che a pieno titolo potrebbero rientrare in un elenco delle tappe di una Copenaghen alternativa: è il Meatpacking district, ex quartiere di confezionamento delle carni oggi trasformato in un’area piuttosto dinamica con locali, negozi, laboratori e gallerie d’arte. Dico potrebbe e non mi dilungo troppo perché purtroppo quando ci siamo andati sul tardo pomeriggio abbiamo trovato praticamente tutto chiuso. Avevo letto recensioni positive sull’area, ma forse è più adatta se si viaggia nel periodo estivo. Un salto comunque ti consiglio di farcelo, magari avrai più fortuna di noi.

Spero che questo giro alla scoperta di una Copenaghen meno classica ti sia piaciuto e possa essere d’ispirazione per i tuoi viaggi. Se stai organizzando un viaggio nella capitale danese qui trovi una serie di consigli pratici, anche per risparmiare.

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1 Commento

Dove mangiare a Copenaghen: ristoranti, mercati e birrerie - E allora parto 15 Settembre 2019 - 22:37

[…] nel distretto di Meatpacking a Vesterbro (di quest’area recuperata ho parlato nel post sulle aree alternative di Copenaghen) è meno intimo di Souls ma comunque molto originale e interessante: è un grande locale dallo […]

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