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Cosa fare a Marrakech, le tappe imperdibili

Di Camilla
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 –  Guida di Marrakech-

Cosa fare a Marrakech: dagli stupendi palazzi impreziositi di maioliche, stucchi e decori in legno, alla vivacità dei souk, passando per i verdeggianti giardini, fino alla piazza Jemaa el Fna, un luogo incredibile che al tramonto diventa un mix tra festival dello street food e circo improvvisato.

Marrakech è il rosso terra dei suoi edifici e il verde delle tante piante che danno refrigerio; è il caos dei suok ma anche la pace dei suoi riad, che seppur nel mezzo della Medina riescono magicamente a lasciar fuori il trambusto. È uno sfrecciare di motorini e bici, che corrono incuranti di pedoni e carretti: dovrebbe esserci un incidente ogni 10 minuti, ma Marrakech è la città dei sette santi e forse è grazie a loro che tutto scorre in un incastro irreale ma funzionante.

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Per le strade di Marrakech

Prendersi il tempo di vivere Marrakech

È una città che va vissuta con calma, perché è stupenda, ma il caos, i motorini e i venditori insistenti possono far perdere la pazienza. Bisogna prendersi il tempo di passeggiare nei mercati (souk) più turistici, per poi lasciarli e percorrere le vie dove scorre la vita quotidiana, tra i venditori di frutta e verdura, le decine di meccanici, barbieri e sarti. È bello gironzolare nelle prime ore del pomeriggio, quando tutti sembrano rilassarsi, quasi addormentarsi dietro i banconi con le porte aperte; così come ascoltare il richiamo del muezzin, che scandisce i momenti della giornata.

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Uno degli stupendi portoni di Marrakech

In estate di notte la Medina raggiunge il suo culmine, con gente di ogni età in giro a fare acquisti, mangiare e contrattare. Quest’ultima è una delle cose da fare a Marrakech: perché non c’è compera senza contrattazione. È un modo per conoscersi e passare il tempo.

Un detto locale dice che gli Europei hanno l’orologio, mentre i Berberi il tempo. 

Difficile restituire l’atmosfera di una città così. In questo articolo troverai cosa fare a Marrakech con le principali tappe. Se stai organizzando un viaggio in questa stupenda meta qui trovi tutta una serie di consigli pratici per visitare Marrakech e il Marocco in generale.

 

Cosa fare a Marrakech

  • Piazza Jemaa El fna

Mi è sembrato naturale iniziare la mia guida su cosa fare a Marrakech da piazza Jemaa El Fna, luogo simbolo della città e patrimonio orale dell’Unesco. È caotica, colorata e rumorosissima. Cambia durante le ore del giorno. C’è sempre gente, ma nel tardo pomeriggio la folla aumenta fino a raggiunge il culmine al calar del sole. I baracchini dei succhi freschi (sono deliziosi) ci sono sempre, ma la sera arrivano le decine di bancarelle che cucinano le specialità marocchine e aumentano a dismisura gli artisti di strada.

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Jemaa El Fna

Ci sono incantatori di serpenti, addestratori di scimmie, donne che fanno tatuaggi all’hennè, danzatori e musicisti di ogni sorta, con tanto di galline in testa. È un immenso spettacolo fatto di tanti personaggi non coordinati, che si sovrappongono a vicenda, creando qualcosa di indecifrabile. Insomma, bisogna viverla, anche se con attenzione: le foto agli artisti bisogna pagarle ed è quasi sicuro che si accorgano se provi a farle di nascosto. La piazza è il luogo classico per ammirare il tramonto, noi l’abbiamo aspettato seduti al Cafè Argana (e ci siamo trovati bene per panorama e cibo), perché le recensioni del Glacier, da cui la vista pare sia migliore, sono pessime.

  • La Koutoubia

Sullo sfondo della piazza c’è la famosa moschea Koutubia, costruita nel 1162. Il suo minareto è alto 70 metri: la leggenda vuole che il muezzin scelto per questa moschea fosse cieco, perché da lì avrebbe potuto vedere anche l’harem del sovrano. Intorno c’è un bel parco dove rilassarsi. L’ingresso alla moschea, come a tutte le altre di Marrakech (e del Marocco eccetto Casablanca), è vietato ai non Mussulmani.

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La maestosa Koutoubia

  • I souk

In un elenco di cosa fare a Marrakech è quasi scontato un giro per i souk. Sono piuttosto turistici, ma sono comunque d’impatto, per i colori, la varietà dei prodotti e la possibilità di fare simpatici incontri (non potrai evitare l’insistenza dei venditori). Per i souk puoi girare ore e vale la pena farlo: ci sono quelli per la pelletteria, i gioielli, i tappeti e molto altro.

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Per i souk

Oltre ai souk ci sono i founduk: mentre i primi sono vie/piazze pieni di negozi, i secondo sono cortili. Storicamente al piano terra avvenivano le contrattazioni e c’erano le stalle per gli animali, al primo piano le stanze per far riposare i mercanti, che si fermavano a Marrakech pochi giorni. Oggi la maggior parte dei founduk è in disuso: uno si trova nei pressi del palazzo Dar El Bach, uscendo andando a destra in una caratteristica via di negozietti.

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Founduk

  • Musée De Marrakech e Dar El Bach

Girando per i souk arriverai probabilmente al Musée de Marrakech: molti non lo includono ma secondo me è da inserire nella lista di cosa fare a Marrakech. Non sono tanto le opere esposte ad avermi colpita, seppur interessanti, ma l’edificio: la grande sala centrale con la fontana e l’enorme lampadario è maestosa.

I soffitti in legno delle stanze laterali sono estremamente lavorati, cornice perfetta all’ambiente centrale. Era la casa del ministro della difesa dal 1894 al 1908, ma gli fu sottratto dal Pascià mentre era in Inghilterra a ritirare una medaglia. (Costo 50 DH). Di fronte si trova la Madrasa di Ben Yassud, che purtroppo è chiusa per lavori fino al 2020.

Altro edificio da includere nella visita della Medina è Dar El Bacha, Musée de Confluences: forse uno dei più bei palazzi della città. Fu costruito nel 1910 dal Pascià Thami El Glaoui, che regnò tra il 1907 e il 1956. Ha la struttura tipica dei riad, con un giardino al centro e sei stanze sui quattro lati.

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All’interno di El Bacha

Qui sono visitabili anche le stanze che ospitavano l’hamman, gli ambienti per la servitù, la libreria e l’harem. Le decorazioni sono ancora più belle ed estese di altri palazzi, perché arrivano fino al soffitto. Le porte, con i loro intarsi, sono delle opere d’arte; l’aranceto una vera oasi. (Costo 60 DH)

Architettura arabo moresca

Visitando i palazzi vale la pena tenere a mente che 3 sono gli elementi dell’architettura arabo moresca, come ci ha spiegato l’ottima guida Faysal viaggi: il legno di cedro, lo stucco e i mosaici di maioliche. Il legno di cedro è molto usato perché più resistente al tarlo: viene intarsiato a terra e poi affisso. Lo stucco è lavorato sulle pareti: vengono fissati i pannelli e intagliati velocemente, per evitare si secchi la pasta che prevede anche l’uso dell’uovo. L’utilizzo delle maioliche (la scuola più famosa è a Fes) oltre che per bellezza, è anche funzionale: mantengono fresco l’ambiente e sono più resistenti al fuoco. Fin dal passato venivano affisse alle pareti fino in alto, così da evitare che eventuali fiamme arrivassero al soffitto in legno.

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Decori

Visitando i palazzi di Marrakech troverai sempre un giardino interno: una sorta di oasi di pace pensata per richiamare il paradiso, secondo le indicazioni del Corano. Sono presenti piante di arance, melograno, vite e olive; ospitano spesso uccellini e hanno sempre una fontana o una piscina per la purificazione. Dall’esterno tutto ciò non si vede, poi entri e scopri la meraviglia di questi luoghi.

  • Tour della Kasbah

La zona denominata la kasbah (cittadella reale) è une delle più interessanti e inserirla è d’obbligo nell’elenco di cosa fare a Marrakech. Nell’area si trovano le tombe dei Saaditi (Sadians tombs), tra i monumenti più belli della città. Sono in fondo alla moschea, proprio di fronte al Kasbah cafè. Il sultano Ahmed Al Mansour ed Dahbi fece usare marmo italiano e decorazioni d’oro a nido d’ape per il mausoleo, la sala delle 12 colonne. Accanto c’è il mausoleo per la madre, poi la sala delle tre nicchie e sul prato 170 tombe di cancellieri e mogli. La ricercatezza delle decorazioni è sopraffina.

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Tombe dei Saaditi

Nelle sale non si entra, ma si osservano dalla porta. Consiglio di andare presto per evitare la fila. (Costo 70DH)

Non lontano dalla moschea si trova anche la porta di Bab Agnaou, una delle porte di Marrakech, risalente al XII. Un tempo gli ingressi alla città erano 19. Nella kasbah si trova ad oggi anche il palazzo reale, si possono scorgere le alte mura ma non è visitabile.

Dietro alla moschea c’è Dar El Badi: originariamente era un palazzo straordinario, decorato con oro, turchese e smeraldi. Ora di tanta bellezza non c’è nulla, oltre alle mura esterne, la piscina e qualche resto di parete all’interno. La vista dall’alto è interessante, ma per il resto sono rimasta delusa. Se si ha poco tempo sconsiglio di visitarlo. (Costo 70 DH)

Un’occhiata alle cicogne

A Marrakech, ma in particolare nella kasbah, è pieno di cicogne: nidificano sia nel palazzo El Badi che nei tetti degli edifici più alti. Non faticherai a notarle, sono tante ed è singolare vederle così da vicino.

  • Tuour del Mellah

Scegliendo cosa fare a Marrakech è d’obbligo includere un giro al Mellah, l’antico quartiere ebraico. Il quartiere si caratterizza per la presenza di palazzi più alti, le cui facciate con balconi sono molto ravvicinate: l’altezza serviva per far fronte alle esigenze abitative degli ebrei costretti in una zona piuttosto ristretta.

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Per le vie del Mellah

El Bahia è sicuramente una delle attrazioni maggiori del quartiere e della città: la bellezza di questo edificio è innegabile. Ci vollero 14 anni per costruirlo: fu iniziato nel 1860 dal gran visir Si Moussa e fu terminato dal suo schiavo diventato visir Abu Bou Ahmed. Nel 1908 il pascià Glaoui lo rivendicò per intrattenere gli ospiti francesi, i quali a loro volto decisero di cacciarlo per instaurarci il protettorato.

Come gli altri palazzi, è privo di mobili, ma la bellezza degli intarsi in legno, delle maioliche, delle decorazioni in stucco e dei suoi giardini è stupefacente. È tra i luoghi più visitati, quindi conviene andarci presto. In un’ora si visita. (Costo 70 DH).

Il mercato delle spezie è un’altra tappa del Mellah, si trova non lontano da El Bahia ed è veramente un tripudio di colori e odori, a tratti anche piuttosto pungenti. Impossibile non fermarsi con uno dei venditori che ti chiederà di indovinare cosa sono i prodotti esposti: ti stupirai scoprendo l’uso di alcuni di essi. All’interno troverai un altro dei founduk di Marrakech. Di fronte c’è anche un mercato coperto dedicato ai gioielli.

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Al mercato delle spezie

Percorrendo tutto il mercato delle spezie e proseguendo a sinistra si raggiunge la sinagoga: è in una viuzza stretta non facile da trovare. È un ambiente non molto grande, dove dominano il blu e il bianco dei decori. Le stanze ai lati del cortile sono adibite a museo (ad offerta). Non lontano si può visitare anche il cimitero ebraico (10 DH), il più grande di tutto il Marocco: una distesa di tombe bianche, che risaltano ancora di più in una città dominata dal rosso.

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La sinagoga

Girando per il Mellah arriverai sicuramente in piazza des Ferblantiers, circondata da localini. La sera è piena di ragazzini che giocano.

  • La città nuova

Fino ad ora abbiamo parlato della parte vecchia di Marrakech, quella dove il tempo sembra essersi fermato. Dove si cammina tra la polvere e la tradizionali case rosse; dove t’incanti a guardare gli stupendi portoni decorati, che spesso nascondono riad incantevoli. Ma c’è anche un’altra Marrakech, completamente diversa, fatta di palazzi moderni, grandi strade e catene alla moda: è la città nuova,  dove inizialmente i Francesi avevano costruito i loro uffici.
Dopo aver visitato la Medina, arrivare lì è quasi estraniante. Se si ha tempo un giro lo merita, proprio per capire i due lati di questa città.

  • Jardin Majorelle

Nella parte nuova si trova anche una delle più famose attrazioni di Marrakech, Jardin Majorelle: i famosi giardini fondati dal pittore francese Jacques Majorelle e poi ristrutturati da Pierre Bergé e Yves Saint Laurent. Il giardino è pieno di piante esotiche e non solo, provenienti da varie parti del mondo.

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Jardin Majorelle

Al centro c’è lo studio dalle pareti blu Majorelle, colore acceso che prende il nome dal pittore: all’interno il museo Berbero (il biglietto è a parte ma secondo me va visto se si arriva ai giardini). Da un lato c’è Villa Oasis, un tempo usata come abitazione, (all’interno non visitabile) e un’altra bella parte di giardino.

Ora so che mi attirerò le critiche di molti, ma devo esser sincera: Jardin Majorelle sono indubbiamente belli e scenografici, ma prima di fare questa tappa credo ci siano altri luoghi più caratteristici da visitare. Se si hanno solo un paio di giorni, io darei la priorità ai palazzi della Medina.

Avrei voluto scrivere altro, ma già così ho superato una lunghezza accettabile. Se ti interessano anche ristoranti e bar li trovi nell’articolo su dove mangiare a Marrakech. Se non vuoi fermarti solo a questa città, qui trovi la mia esperienza nel deserto del Marocco.  

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2 Commenti

Dormire nel deserto del Marocco: consigli pratici - E allora parto 31 Agosto 2019 - 21:35

[…] 1200 km in tre giorni: siamo partiti da una città caotica e seducente come Marrakech (qui trovi una guida su Marrakech) per arrivare nel punto più alto dell’Alto Atlante, il passo Tizn Tichka a 2260 m, salendo su […]

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Consigli pratici su Marrakech e il Marocco - E allora parto 3 Agosto 2019 - 9:24

[…] viaggio in Marocco è stato per me molto interessante e coinvolgente, se hai letto l’articolo su cosa fare a Marrakech lo avrai notato subito. È una città ricca di fascino, molto dipende dai suoi riad, quelli storici […]

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