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Cosa vedere a Barcellona in tre giorni

Di Camilla
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– Cosa vedere a Bercellona –

Cosa vedere a Barcellona in tre giorni: dall’estro e la genialità di Gaudì alle architetture gotiche, dai quartieri più caratteristici alla movida della Barceloneta. In questo articolo ti porto alla scoperta di una delle più colorate e movimentate città spagnole.

Barcellona è spesso associata al divertimento, ma questa città è ricca di luoghi da vedere anche molto diversi tra loro. In poco più di un weekend non si riesce a visitare tutto, ma tre giorni bastano per scoprire le attrazioni maggiori di Barcellona, se si è disposti a camminare un po’ e ad avere un ritmo non troppo rilassato. Continuando a leggere troverai anche informazioni pratiche su dove alloggiare e come spostarti a Barcellona.

Cosa vedere a Barcellona in tre giorni, le attrazioni maggiori

La Barcellona di Gaudì

Come ho già raccontato nell’articolo dedicato alle opere di Gaudì a Barcellona, le creazioni di questo visionario artista già basterebbero per decidere di visitare la città. Le sue spettacolari case, il Park Guell e la Sagrada Familia sono un concentrato di genialità ed estro da lasciare senza parole.

Nelle sue opere tutto ha un significato, c’è una prevalenza di linee morbide e ondulate, un costante richiamo alla natura mentre colori e luci vengono usati in modo magistrale per creare qualcosa di unico.
Le principali opere di Gaudì da non perdere a mio parere sono:

  • la Sagrada Familia
  • Casa Batllò
  • Park Guell

ma nell’articolo che ti ho linkato sopra trovi anche altre opere di Gaudì e una serie di suggerimenti pratici (non li rimetto qui per non ripetermi)

Barcellona in 3 giorni, partiamo dalla Ramblas

Las Ramblas è il viale più famoso di Barcellona ed è un po’ il simbolo della città: lungo oltre un chilometro, collega Plaça Catalunya e il monumento a Cristoforo Colombo.  Vi sono negozi, locali di tutti i tipi, edifici storici e il noto mercato la Boqueria. Un giro in questa parte della città è immancabile: io suggerisco una tappa a La Boqueria anche per mangiare qualcosa di tipico.

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Il mercato coperto La Boqueria

Nonostante la sua fama, devo ammettere che questo viale non è sicuramente la zona più bella della città (almeno secondo me). La sera poi diventa anche meno affascinante, perché una parte si popola di prostitute e spacciatori. Sono però partita da qui perché è una zona piuttosto centrale e confina con una serie di quartieri imperdibili di Barcellona.

Barrio Gotico

Da un lato della Ramblas c’è una delle zone più suggestive e interessanti della città: il Barrio Gotico. Insieme a Raval, La Ribera e Barceloneta, fa parte di quella che i Catalani chiamano la Ciutad Vella.
Il barrio Gotico è la parte più antica di Barcellona, fatta di vie medievali, edifici gotici e qualche traccia romana: percorrendolo ci si immerge in un viaggio tra affascinanti testimonianze del passato e una serie di locali perfetti per trascorrere la serata.

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La cattedrale

Prima tappa è sicuramente la stupenda Catedral de la Santa creu i Santa Eulàlia, che si affaccia sulla Plaça Nova: la facciata in stile gotico è stupenda, ma l’interno non è da meno. Il mio suggerimento è di entrarvi (chiostro incluso) e di salire anche sul tetto. Lo spettacolo è assicurato.

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Calle de Bisbe

Non distante dalla cattedrale c’è una delle vie più famose del quartiere, calle del Bisbe, con il suo ponte tra gli edifici, un vero gioiellino. Tra gli angoli più caratteristici del barrio Gotico c’è poi Plaça del rei, circondata da strutture del ‘600: una tappa qui è d’obbligo.

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Plaça del Rei

Altre piazze interessanti sono quella de Pi con l’omonima chiesa e Plaça Reial. Qui un tempo sorgeva un convento ma dopo il 1835 l’area subì un intervento di ristrutturazione che la trasformò in una lussuosa piazza. Un angolo incantevole a due passi dalla Ramblas (curiosità: i lampioni sono stati progettati da Gaudì e richiamano i rami degli alberi). Tra gli edifici più belli del quartiere va poi menzionato il Palau de la Generalitad, sede del Parlamento della Catalogna.

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Plaça Reial

Raval

Raval è uno dei quartieri più multietnici di Barcellona. Un tempo era zona piuttosto degradata ma dagli anni ’90 è iniziato un processo di recupero che è ancora in corso. Punto centrale del quartiere è la Rambla de Raval, un ampio viale che sembra più una piazza, pieno di locali. Qui si trova anche il famoso gatto di Botero. Non distante potrai visitare un altro dei luoghi d’interesse del quartiere, il monastero di San Pau de Camp: la chiesa in stile romanico probabilmente risale

all’anno 1000 ed è la più antica di Barcellona.

 

 

A dimostrazione del processo di riqualificazione del Raval sono stati collocati qui alcuni centri culturali come la biblioteca di Catalunya, situata in un antico ospedale, il Centro de Cultura Contemporanea de Barcelona e il Macba, centro d’arte culturale.

 Sant Pere, Santa Caterinina i la Ribera

In una lista di cosa vedere a Barcellona in tre giorni si deve includere anche un giro al quartiere Sant Pere, Santa Caterinina i la Ribera, detto anche El Born (anche se poi El born in realtà è una parte del più ampio quartiere), una delle zone della città che mi è piaciuta di più. Si trova al confine con il barrio Gotico e la Barcelloneta, quindi facile da raggiungere. Un tempo quartiere di lavoratori fu poi in parte trasformato in zona aristocratica, oggi è uno dei quartieri più artistici e alla moda della città: vi si trovano botteghe artigiane, locali ma anche interessanti musei.

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Mercato Santa Caterina

È proprio in questa zona che c’è il famoso museo di Picasso. Tra le cose da vedere in questa parte di Barcellona ci sono anche la chiesa in stile gotico di Santa Maria del Mar e il mercato di Santa Caterina con il suo tetto ondulato dai tanti colori, a richiamare quelli della frutta e della verdura. Tra le vie da percorrere Carrer de Montcada, storicamente la via dell’aristocrazia dove oggi si possono ancora ammirare antichi palazzi.

Arco di Trionfo

A pochi passi da Sant Pere, Santa Caterinina i la Ribera si trova un’altra tappa tipica di una visita a Barcellona: l’arco di Trionfo. La struttura, dalle stile mudejar, non serviva a celebrare una vittoria militare ma omaggiare il progresso economico, artistico e scientifico dell’umanità. Non distante c’è anche il parc de la Ciutadella.

Barceloneta

Questa zona di Barcellona si sviluppò nel XVIII secolo per dare alloggio a marinai e operai che furono costretti a lasciare El Born su cui Filippo V di Borbone aveva previsto grossi lavori. A caratterizzare la zona non sono quindi i monumenti spettacolari ma quel clima popolare e conviviale tipico delle zone abitate da gente comune e da marinai. La zona è piena di localini, più o meno caratteristici. Qui si trova anche la spiaggia più vicina al centro.

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Oggi l’area è diventata sempre più turistica, tanto che a tratti mi sembra abbia perso il suo carattere più vero. Nel viale principale è pienissimo di ambulanti che vendono tutti e stesse cose. Resta comunque una zona di Barcellona da vedere, anche per una passeggiata in tardo pomeriggio o  un aperitivo.

Passeig de Gràcia (o paseo de Gracia)

Paseig de Gràcia è il lungo viale dove si trovano alcune delle opere più famose di Gaudì: Casa Batllò e Casa Milà, ma è anche la via dei negozi della grandi griffe. È sicuramente uno dei tratti di Barcellona da non perdere: ma più che dalle vetrine, quando lo attraverserai la tua attenzione sarà attirata dagli edifici. Oltre a quelli di Gaudì ce ne sono infatti altri molto particolari, come Casa Amatller e Casa Lleò Morera.

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Casa Lleò Morera

La collina del Montjuïc

Se si ha un buon passo, nel piano di cosa vedere a Barcellona in tre giorni si può inserire anche una visita veloce alla collina di Montjuïc. Raggiungibile con i mezzi, da questa collina si può godere di una delle più belle viste di Barcellona. Ma non è solo il panorama la ragione per visitarla: oltre ad una serie di stupendi giardini, qui si trova anche la font magica, una fontana con spettacolo di luci, colori e musica (Di solito si tiene la sera).

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Il panorama di Barcellona

Sempre sulla collina sono situati anche il castello, la fondazione Mirò e il Museu nacional d’arte de Catalunya. In tre giorni non è possibile vederli, ma un’amica che ha vissuto a Barcellona mi ha detto che quest’ultimo merita decisamente una visita. Tra l’altro l’edificio è imponente e molto scenografico: ha una cupola che richiama San Pietro al Vaticano, quattro colonne che ricordano la cattedrale di Santiago de Compostela e una scenica fontana a gradoni.

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Museu Nacional d’Art de Catalunya

Cosa vedere a Barcellona in tre giorni, informazioni pratiche

Molte zone di Barcellona sono visitabili a piedi (Gotico, Born, Raval, Baceloneta e la Ramblas si possono raggiungere passeggiando), ma per altre conviene spostarsi con i mezzi, soprattutto se si ha poco tempo. Io suggerisco di concentrare le parti più distanti in due giorni e di usare il biglietto che vale 48 ore del costo di 15 euro. Se voli su Barcellona con Ryanair atterrerai a Girona: potrai raggiungere il centro con il bus, il costo per il viaggio andata e ritorno è di 25 euro.
Il mio suggerimento è di dormire al barrio Gotico, così potrai facilmente muoverti nelle zone limitrofe a piedi e la sera potrai trascorrerla in uno dei locali del quartiere o delle aree vicine.

Dove mangiare a Barcellona

Come accennato sopra, per un pranzo veloce suggerisco il mercato La Boqueria. Per una colazione o una pausa dolce c’è  Granja M Viader: un locale storico con ottima crema catalana, churros, orzata e molto altro. All’interno è rimasto come fermo nel tempo, un ambiente dallo stile retrò che rende la pausa ancora più gustosa.

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Le delizie del Granja M Viade

Per gustare delle buone tapas puoi andare a El Cellar de Vermut, dove potrai assaggiare anche piatti galiziani. Un buon ristorante vegetariano (io non mangio né carne né pesce) è Vegetalia: la paella vegetariana era squisita.

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Vegetalia

Altro ristorante che mi sento di consigliare è Ciutat comtal, anche questo è un locale storico e conviene andare presto perché la richiesta è molto alta e si rischia di dover aspettare, ma i piatti sono ottimi. Se hai voglia di un sapore argentino ti suggerisco Las Muns, per delle empanades da leccarsi i baffi. Tra i locali provati e che mi sento di consigliare c’è anche il Babia, al Barrio Gotico, e il Ristorante Arume. Il primo è una piccola taverna semplice ma assolutamente non banale, dove sembra più che altro di essere a casa di qualcuno. Si respira un’atmosfera speciale, molto calda, con piatti ottimi, oltre che abbondanti. Il secondo è un ristorantino molto carino nel quartiere Raval.

Spero che i miei consigli su cosa vedere in tre giorni a Barcellona ti siano utili. Se vuoi lasciare dei suggerimenti scrivili pure nei commenti.

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1 Commento

Cosa vedere a Barcellona: le opere di Gaudì - E allora parto 9 Giugno 2019 - 17:28

[…] In questo articolo ti ho proposto un viaggio tra le opere di Gaudì, se hai in programma un viaggio in città ti suggerisco anche il pezzo su cosa vedere a Barcellona in tre giorni. […]

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