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Un giorno a Roma tra angoli segreti e grandi classici

Di Camilla
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–  Itinerario per un giorno a Roma –

Roma è una di quella città che stupisce sempre e non è un modo di dire. Per me è realmente così: ogni volta che la visito, riscopro la sua bellezza, ne resto estasiata, ammirando zone note e angoli meno battuti dalle folle di turisti.

In questo articolo ti propongo un itinerario per Roma tra luoghi poco conosciuti e le mete più classiche ma intramontabili.

Ultimamente quando vado nella capitale è per qualche impegno programmato, eventi, corsi, partenze o cose del genere, e non posso mai godermi la città come vorrei. A novembre, però, mi sono data il tempo di girare per Roma senza fretta: era una stupenda giornata di sole e ho deciso di evitare musei, per godermi il clima mite e le bellezze architettoniche e naturali della città eterna.

Cosa vedere a Roma in un giorno: itinerario a piedi

Ho volutamente evitato i mezzi, l’itinerario romano che trovi qui si può fare tutto a piedi, come ho fatto io (salvo arrivare al punto di partenza). Alla fine avrai percorso parecchi chilometri, ma ogni tratto vale la pena attraversarlo passeggiando. Puoi sempre scegliere di toccare le tappe indicate ma spostarti con i mezzi.

Ecco le tappe del mio itinerario romano:

  • Quartiere Coppedé
  • Villa Borghese e Pincio
  • Piazza del Popolo
  • Via del Corso
  • Piazza di Spagna
  • Fontana di Trevi
  • Altare della Patria
  • Largo di Torre argentina
  • Ghetto ebraico
  • Trastevere e isola Tiberina
  • Colosseo

Come vedi ci sono tappe classiche e meno classiche. Ci sono posti di Roma che non ti stancheresti mai di vedere e altre chicche della capitale che spesso vengono tralasciate dagli itinerari più comuni. Sulle zone più note non mi dilungherò, mentre mi soffermerò di più sugli angoli “meno turistici” di Roma.

Quartiere Coppedè, la Roma meno conosciuta

Il mio giro per Roma a piedi è iniziato dalla stazione della metro Policlinico, camminando lungo viale Regina Margherita sono arrivata a via Tagliamento, dove si gira per Coppedè, uno degli angoli poco conosciuti della capitale ma assolutamente da vedere. Coppedè non è un vero quartiere, ma una piccola area composta da 26 palazzine e 11 villini dall’architettura inaspettata e fantasiosa. È un misto di stile Liberty, art Decò, rimandi alla Grecia classica, al Barocco ma anche al Medioevo.  È un angolo poco conosciuto ma merita di essere nella liste delle cose da vedere a Roma. La zona, che ospita varie ambasciate, ha preso il nome dall’architetto Gino Coppedé, che la progettò tra il 1915 e il 1927.

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Ingresso a Coppedè

Si accede da un grande arco che collega i palazzi degli ambasciatori: un’entrata alquanto scenografica. Oltre al mascherone che accoglie chi arriva, c’è un grande lampadario in ferro battuto. Secondo alcuni, Coppedè avrebbe inserito simboli esoterici nell’area e l’arco rappresenterebbe un passaggio iniziatico. Particolari anche i due balconi simmetrici ai lati del lampadario. Pochi metri conducono alla piazza Mincio: al centro c’è la fontana delle Rane, famosa perché i Beatles ci fecero il bagno dopo un concerto al Piper. Intorno sorgono palazzi dalle architetture più insolite, di cui i più noti sono il Villino della Fate e il Palazzo del Ragno.

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Il Villino delle Fate a Coppedè

Il primo, come dice il nome, sembra uscito da una fiaba, con le sue torrette, logge e decorazioni. In realtà sarebbero tre villini con accessi in tre vie diverse, ognuno omaggia una città italiana: Roma, Firenze e Venezia. I decori richiamano Dante e Petrarca, Romolo e Remo, e il leone di Venezia, ma anche angioletti, putti, divinità romane e motivi floreali.

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Dettagli del Villino delle Fate

Dal lato opposto c’è il Palazzo del Ragno, così chiamato per la grande illustrazione del ragno sopra al portone. Anche qui la facciata è fuori dal comune, tra colonne, logge, mascherone e il dipinto con il cavallo alato sormontato da un’incudine.

L’area non è molto grande, vale la pena girarla un po’ tutta, perché anche le altre palazzine sono piuttosto originali.  Non lontano si trova anche un altro angolo segreto di Roma che merita una visita: la Casina delle civette (di cui ho parlato qui).

Villa Borghese e il Pincio

Dal Quartiere Coppedè passando per via Tagliamento, via Po e via Gregorio Allegri sono arrivata alla stupenda villa Borghese (ho un debole per i grandi parchi in centro città). Oltre ai famosi musei, ti suggerisco di fare un salto all’orologio ad acqua: una chicca di villa Borghese, perché il meccanismo è mosso proprio dall’acqua.

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L’orologio ad acqua di villa Borghese

Fu inventato da padre Giovanni Battista Embriaco nel 1872. Altra tappa d’obbligo è il laghetto con il tempietto di San Esculapio costruito nel ‘700, che ospita la statua del santo trovata nella villa di Augusto. È uno di quegli angoli della capitale che rigenerano. Un’occhiata dal Pincio è immancabile: da qui la vista su Roma è incantevole.

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Il tempietto di villa Borghese

Cosa vedere a Roma, le tappe classiche

Scendendo dal Pincio sono iniziate le tappe classiche della mia giornata a Roma: classiche si, ma immancabili. Come non percorrere via del Corso e dare una sbirciatina ai negozi, per poi girare verso piazza di Spagna e arrivare alla Fontana di Trevi.

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Piazza del Popolo

Da piazza fontana di Trevi sono andata verso largo Pietro di Brazza per fare qualche via interna; sono passata in via dei Lucchesi e poi in via della Pilotta, che è molto particolare, e da lì a piazza Venezia. Trovarsi di fronte l’Altare della Patria fa sempre un certo effetto.

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La Fontana di Trevi

Ghetto ebraico, un angolo meno noto di Roma

In questo giro di Roma volevo aggiungere anche un’altra zona che non avevo ancora visto e che spesso è fuori dagli itinerari più turistici: il ghetto ebraico. Da piazza Venezia, l’ho raggiunto passando per largo di Torre argentina, un’altra piazza di Roma da non perdere.

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Tra i vicoli del ghetto ebraico

Il ghetto ebraico è un’area non tanto ampia ma molto caratteristica di Roma. Ti consiglio di passeggiare tra i vicoletti e le piazze per scoprirlo con calma: è pieno di localini, alcuni fanno ancora cucina kosher e sono chiusi il sabato, come la religione ebraica vuole. Tra le cose da vedere nel ghetto ebraico di Roma ci sono la sinagoga, il portico di Ottavia e il teatro Marcello, chiamato anche piccolo Colosseo per la forma che richiama il Colosseo. A piazza Cinque Scole c’era il muro che separava il ghetto dal resto.

Dalla sinagoga basta attraversare la strada per fare una passeggiata lungo il Tevere e raggiungere l’isola Tiberina. Questo tratto è particolarmente suggestivo ma anche ricco di storia. A testimoniare l’importanza dell’isola ancora oggi ci sono due chiese (San Barolomeo e San Giovanni Calibita), dove prima sorgevano templi, e due ospedali, l’Israelitico e il Fatebenefratelli.

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L’isola Tiberina

Itinerario di Roma, il Colosseo

Non c’era tappa migliore del Colosseo per chiudere questa giornata romana. Dal ghetto sono tornata indietro, ripassando dall’Altare della Patria e poi lungo i Fori imperiali. Lo spettacolo di questa parte di Roma mi lascia sempre senza parole, resterei per ore ad ammirarla. Se vuoi organizzare una visita qui trovi una serie di informazioni utili sul Colosseo.

Spero che questo mio giro per la capitale, tra luoghi noti e meno noti, ti sia piaciuto e possa essere d’ispirazione per una visita a Roma.

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