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Due giorni a Trieste, città di passaggi

Di Camilla
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– Due giorni a Trieste –

Trieste è una città di confine, un po’ Italia un po’ no. Una città di passaggi, partenze e ritorni. Una città contesa, dove la storia si è attorcigliata su se stessa, si è fermata, è ripartita e ha lasciato strascichi non troppo celati, così come mobili e valigie ammassati nei magazzini. Trieste è anche una città di una bellezza maestosa, che però richiede tempo per esser colta del tutto, con palazzi stupendi che si susseguono uno dietro l’altro. Solo che in mezzo al caos delle macchine e della frenesia, lì per lì, rischi di non notare tutto quel fascino antico.

Ho dovuto tirare il fiato, fare un respiro e iniziare a guardarmi intorno provando ad isolarmi dal trambusto. Il primo impatto con la città è stato infatti confuso. Poi però ho iniziato ad innamorarmi delle sue architetture.

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Canal Grande

Puoi vedere Trieste in un giorno o dedicarle tranquillamente tre giorni e avrai cose da fare. Noi abbiamo scelto una via di mezzo, due giornate per scoprire buona parte delle sue bellezze. Ecco quindi i miei personalissimi consigli su cosa fare due giorni a Trieste. Sottolineo “personalissimi”, perché abbiamo scelto di tralasciare alcune tappe importanti come il museo civico e la Sinagoga Ebraica (la più grande d’Europa dopo quella di Budapest), per concentrarci su altre che invece erano più vicine ai nostri interessi visto il tempo a disposizione, come il museo Revoltella e la risiera di San Sabba.

Ecco cosa vedere a Trieste in due giorni:

  • Piazza Unità d’Italia
  • Canal Grande (al borgo Teresiano) e chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo
  • Chiesa Serbo Ortodossa di San Spiridione
  • Collina di San Giusto con cattedrale e castello
  • Museo Revoltella
  • Risiera di San Sabba
  • Museo civico Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata
  • quartiere Barcola
  • Castello di Miramare
  • Le piazze (piazza della Borsa, piazza Sant’Antonio, Piazza della Repubblica)
  • I bar e le librerie storiche

Queste sono le cose principali che ti consiglio di vedere in due giorni perché, considerato che le vie di Trieste sono all’ombra di meravigliosi edifici, per apprezzare veramente la città bisogna prendersi il tempo di viverla e non girare come trottole solo da una meta all’altra. Consiglio anche qualche sosta in alcuni dei bar storici (al termine ne consiglio due veramente speciali).

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Piazza Unità d’Italia

Una passeggiata a Trieste

Piazza dell’Unità (o piazza Grande) è il simbolo di Trieste: grande, grandissima, circondata da palazzi stupendi, con un affaccio sull’Adriatico che la rende unica. Dicono sia la piazza sul mare più grande d’Europa: onestamente non ho verificato ma trovarsi lì fa un certo effetto.

Ero stata a Trieste da bambina, non ricordavo molto di quella piazza, ma era rimasto impresso nei ricordi confusi l’eco di qualcosa di elegante e spazioso. Ed è la sensazione che ho provato tornandoci: al tramonto poi, quando il sole fa brillare le decorazioni degli edifici è ancora più affascinante.

Su piazza dell’Unità si affascino il palazzo del Municipio, il palazzo del Governo in stile liberty e quello del Lloyd Triestino, storica compagnia di navigazione. Tutti si affacciano sulla centrale fontana dei quattro continenti.

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municipio Trieste

Il palazzo del Municipio, si trova esattamente di fronte al mare. Costruito su progetto di Giuseppe Bruni nel 1875, fu oggetto di diverse polemiche perché non tutti i Triestini lo apprezzarono: qualcuno lo definì gabbia per gli uccelli; altri sipario, perché copriva le brutte costruzioni dietro di esso. Fu proprio da questo edificio che Mussolini promulgò le leggi razziali.

Di fronte c’è il Molo audace, una breve passeggiata che regala una bella vista. Le scalinate che conducono al mare sono fiancheggiate da due state, un soldato e una donna: il primo ricorda l’arrivo dei Bersaglieri nel 1918; l’altra è un omaggio alla Repubblica, in quanto sta cucendo il Tricolore.

Su Piazza dell’Unità si trova uno dei locali storici della città, il bar degli Specchi. A breve però ne suggerirò uno forse meno famoso ma altrettanto interessante.

Da Piazza d’Unità d’Italia a Canal Grande

Da piazza d’Unità d’Italia consiglio di andare verso piazza della Borsa, una delle più belle della città, e dirigersi verso il Canal Grande. Quest’ultimo è uno dei luoghi di Trieste per me più suggestivi, soprattutto al tramonto. Fu scenario di momenti storici significativi per la città. Su Canal Grande si affaccia infatti la chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo in stile neoclassico triestino: questo fu il luogo di uno dei fatti storici che caratterizzarono la vita di Trieste come città di confine, contesa, rubata e rivendicata. Nel 1953 i cittadini, preoccupati di una possibile annessione alla Jugoslavia, scesero in strada ma la loro dimostrazione venne repressa nel sangue dalla polizia. Alcuni si rifugiarono nella chiesa, ma le forze dell’ordine forzarono i portoni, aprirono il fuoco e uccisero una persona.

A due passi si trova un altro dei monumenti più belli da visitare in due giorni a Trieste: la chiesa Ortodossa di San Spiridione. Costruita inizialmente tra il 1784 e il 1787 fu poi restaurata e abbellita tra il 1819 e il 1821. A noi è piaciuta moltissimo.

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Piazza della Borsa

Trieste in due giorni: il lungomare

Credo sia d’obbligo concedersi una lunga passeggiata sul lungomare a Trieste, tanto più che se andando verso la zona Barcala ci si ritrova in una delle aree più movimentate della città, soprattutto dall’ora dell’aperitivo. A chi piace camminare può arrivarci a piedi (circa 35 minuti), altrimenti si può optare per l’auto. Noi comunque abbiamo passeggiato anche dal lato opposto del lungomare (per capirsi direzioni Eataly) e ci è piaciuta molto anche quella zona.

Sul monte San Giusto

La collina di San Giusto è una delle aree della città che da non perdere se si visita Trieste in due o più giorni. Lì si trovano la cattedrale, il castello e i resti dell’antico teatro romano, oltre ad un bel panorama sulla città. Ci si può arrivare a piedi, utilizzando la scenografica Scala dei Giganti (che parte da piazza Carlo Goldoni), oppure in auto o ancora in ascensore dal parcheggio di San Giusto (opzioni pratica e comoda, soprattutto perché sopra i posti per la macchina non sono moltissimi).

All’interno della cattedrale si possono ammirare i resti di pavimentazioni a mosaico del V secolo. Nel castello invece si trova l’armeria, la cappella di San Giorgio ed arredi appartenenti a Giuseppe Caprin, illustre giornalista e figura politica triestina.

Arte contemporanea al Museo Revoltella 

Il museo Revoltella è una di quelle tappe che consiglio moltissimo per gli amanti dell’arte, irrinunciabile a mio parere: si trova all’interno della dimora del barone Pasquale Revoltella, imprenditore e mecenate che, oltre ad aver ricoperto un ruolo di prim’ordine nell’apertura del Canale di Suez, fu figura politica e intellettuale di spicco a Trieste. Collezionista e mecenate, fece arredare le stanze della sua casa con eleganze, gusto e anche un tocco di originalità nella disposizione degli spazi rispetto alle tendenze dell’epoca. Ora si possono visitare parte degli appartamenti e una gran quantità di opere d’arte, quadri ma anche sculture, che vanno dalla seconda metà del 1700 alla prima metà del 1900 oltre alle varie mostre temporanee. Le stanze sono stupende, sembra di essere in una reggia. 

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Museo Revoltella

All’ultimo poi c’è un vero tesoro: la sala d’arte contemporanea che in uno spazio anche piuttosto ridotto rispetto alle dimensioni del museo, ospita opere straordinarie, a partire da quella di Arnaldo Pommodoro, ma non solo.

La storia della risiera

Altro luogo a mio parere da includere nella visita di Trieste è la risiera di San Sabba, l’unico campo di concentramento in Italia che aveva anche il forno crematorio. La visita è gratuita (si può lasciare un’offerta) e dura circa 45 minuti. Il campo era stato ricavato in un’ex fabbrica per la lavorazione del riso, che già negli anni ’30 aveva dismesso le vesti di opificio per diventare prima magazzino militare e poi caserma.

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Risiera di San Sabba

Dopo l’8 settembre del 1943 il III Reich iniziò ad usarlo come campo di prigionia temporaneo per i militari italiani, poi divenne luogo di smistamento per i detenuti diretti in Germania e Polonia, ma anche deposito per i beni razziati alle vittime e poi luogo di reclusione ed eliminazione per detenuti di varie nazionalità e politici. I Nazisti usarono l’essiccatoio della risiera come forno crematorio, attivandolo dall’aprile del 1944. Quando fuggirono dall’Italia distrusse – facendoli saltare in aria con la dinamite –  parte del campo, tra cui il forno, per non lasciare traccia di quanto compiuto tra le mura. Restarono comunque le celle con le pareti piene di testimonianze lasciate dai detenuti.

Il recupero della Risiera

Fino agli anni ’60 ospitò la risiera i profughi in fuga dai paesi della cortina di Ferro e solo negli anni ’70 iniziò il processo per il riconoscimento come luogo d’interesse storico e la sua riqualificazione. Con il tempo è stato fatto un importante lavoro di recupero di testimonianze e del luogo stesso: l’architetto vincitore della gara per la riqualificazione del sito, Romano Boioco, ha proposto una ristrutturazione che non ricostruisce le parti ormai andate perdute ma cerca, con interventi che sfruttano differenti materiali, di restituire tutta l’atmosfera del luogo. L’ho trovata una visita molto interessante, dal punto di vista storico (c’è un museo all’interno per approfondire) ma anche per le scelte architettoniche fatte.

Qui tutti i dettagli sulla storia della Risiera. 

Castello di Miramare

Il castello di Miramare merita almeno una mezza giornata, così da poter visitare con calma l’intera struttura composta da più parti e il bellissimo giardino che la circonda. La nobile residenza fu fatta costruire da Massimiliano d’Asburgo-Lorena, arciduca d’Austria e poi imperatore del Messico, come dimora per lui e la sua consorte Carlotta del Belgio. In realtà non poterono godere molto di questo luogo insieme, a causa della precoce morte di lui in Messico. L’edificio era stato elegantemente arredato secondo i gusti dell’epoca, poi in parte modificati dal successivo abitante della dimora, il duca Amedeo di Savoia-Aosta e della moglie Anna d’Orléans. La differenza di stili d’arredamento è oggi ben visibile in alcune parti del castello.

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Castello di Miramare

Per gli amanti di dimore storiche e regge, una visita qui è assolutamente d’obbligo.

Consiglio pratico: se arrivate in auto mettete in conto di lasciarla piuttosto lontana dal castello. Il castello è munito di parcheggio a pagamento (i costi sono anche piuttosto alti) ma i posti sono limitati e il rischio di attendere anche più di un’ora per lasciare l’auto è elevato. Se riuscite a trovare posto lungo la strada che dal centro città portano alla reggia è decisamente meglio.

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Castello di Miramare dal mare

Museo civico Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata

Per gli appassionati di storia, sicuramente è interessante una tappa al museo civico Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata, di cui però ora è visitabile solo una parte e su prenotazione. Credo che sia  importante anche per comprendere un po’ di più questa città, motivo per cui mi è dispiaciuto molto non poterlo inserire nel nostro itinerario. Ho deciso comunque di suggerirlo, perché avendo avuto un po’ più di tempo e flessibilità (un paio di imprevisti ci hanno rubato tempo prezioso facendoci cambiare un po’ i piani) l’avremmo sicuramente visitato.

Trieste da vivere

Trieste ha indubbiamente musei ed edifici storici bellissimi che meritano di essere scoperti, ma è anche una di quelle città in cui passeggiare per ore, con la testa un po’ all’insù, per ammirare i suoi stupendi edifici. Una città che regala tramonti sul mare di una bellezza commovente, da godersi seduti con un bicchiere di vino in piazza o ancor meglio lungo Canal grande a borgo Teresiano (praticamente in centro città). I momenti passati lì, con le tonalità di rosso e rosa che avvolgevano tutto e i palazzi che si specchiavano nell’acqua, resteranno tra i ricordi più preziosi del viaggio. Poi ci sono ovviamente piazza Sant’Antonio, praticamente lì attaccata, piazza della Borsa, piazza della Repubblica e piazza d’Unità d’Italia dove vi consiglio di andare anche a diverse ore del giorno, per ammirarla con una luce differente.

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Canal Grande Trieste

Arriviamo poi ad una sosta nei meravigliosi caffè storici: oltre al famoso Bar degli Specchi, consiglio due locali che mi sono piaciuti molto. Il primo è una pasticceria storica, La Bomboniera, con l’antico arredo che la rende luogo d’altri tempi, e un’offerta di dolci pazzesca. Ci abbiamo fatto un’ottima colazione.

L’altro è un bar libreria con un’interessante storia alle spalle: il caffè San Marco. Fu aperto nel 1914 ma poi chiuso perché al suo interno c’era un laboratorio di documenti falsi per gli Austriaci che volevano fuggire in Italia.
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Caffè San marco

Dopo anni di abbandono, fu riaperto nel dopoguerra e oggi mantiene ancora gli arredi del periodo. All’interno ora c’è anche una libreria che conferisce al posto ulteriore fascino, soprattutto per me che adoro gironzolare tra i libri. Merita assolutamente una sosta anche se i prezzi non sono affatto bassi.

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Palazzi di Trieste

Chiudo con un non consiglio: cercando notizie su Trieste, quasi ovunque vedevo suggerita una visita al borgo marinaro di Muggia. Secondo me, se si ha poco tempo, si può tralasciarlo: ne avevo letto descrizioni entusiaste e ci siamo stati, ma avendo già visitato altri borghi di pescatori onestamente mi ha un po’ deluso. Non dico che sia brutto, è carino e perfetto per un momento di relax o un aperitivo vicino al porto. Ma Trieste ha molto da offrire, quindi avendo capito meglio di cosa si trattava non l’avrei visitato, almeno non questa volta con solo due giorni a disposizione.

Spero che i miei consigli su cosa vedere a Trieste siano utili per scoprire questa affascinante e complicata città. Per chi vuole lasciare suggerimenti, c’è il box commenti: li leggo sempre molto volentieri.

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