– I murales di Diamante –
C’è un borgo in Calabria in cui l’arte è protagonista in ogni vicolo; dove ogni muro racconta un pezzetto di storia di questa terra, così come delle persone che la abitano; dove i colori hanno ridato vita a vecchie case di pescatori e si alternano con l’azzurro del mare e il rosso dei peperoncini: è Diamante, la città dei murales.
Nel mio on the road in Calabria di luoghi affascinanti ne ho visti parecchi, ma devo ammettere che questo comune in provincia di Cosenza ha un posto speciale tra i ricordi. Il motivo per cui avevo scelto di fare tappa qui sono proprio i famosi murales di Diamante, un progetto straordinario che ha ridato vita al centro storico.

Murales e versi
I murales di Diamante
L’idea è stata di un pittore milanese innamorato di quest’angolo di Calabria, Nani Razetti, che nel 1981 propose all’Amministrazione comunale di utilizzare l’arte per rivalorizzare il borgo. Fece arrivare qui un’ottantina di pittori dall’Italia e dall’estero, che realizzarono una serie di opere stupende a partire dalla storia del paese, dalle sue tradizioni e della quotidianità degli abitanti del luogo.

Murales di Diamante
Ne è uscito un racconto che è uno spaccato del passato e della vita di Diamante di grande bellezza. Nel tempo i murales di Diamante sono cresciuti in numero, anche grazie a iniziative recenti come Operazione street art (OSA), festival di arte urbana che si tiene qui.
Lo stile delle opere è vario, ci sono pezzi dal tratto più classico e altri più contemporanei, disegni più didascalici ed altri più simbolici ed il bello è proprio questo: la ricchezza e la varietà di murales ha trasformato Diamanto in una straordinaria galleria espositiva da scoprire con il profumo del mare che ti accompagna e i suoi stupendi colori (perché il mare in Calabria ha sfumature bellissime) che fanno capolino tra le case. Tra l’altro con il tempo i murales di Diamante sono usciti dal centro storico e colorano i muri anche delle vie più periferiche.
Street art a Diamante
È straordinario come la street art si sia sposata benissimo con questo borgo di pescatori, dove l’atmosfera è ancora quella di un tempo: perché è vero che Diamante è una delle mete turistiche più note di questo tratto di costa, che nei mesi caldi c’è un gran movimento e che non mancano negozi di souvenir; ma passeggiando per le sue vie non si ha la percezione di un posto costruito per i turisti come spesso accade, ma di un luogo autentico, vero, dove riscoprire i tratti tipici di una regione particolarmente accogliente e ospitale. Così, mentre cammini sulla via principale, alzi gli occhi per vedere le opere ma incontri anche la signora che non curante dei passanti rammenda seduta al balcone.
A due passi dal mare
Una delle cose che mi ha colpita di Diamante è stata anche la sua posizione proprio a ridosso del mare. Molti paesi si sono sviluppati in cima a piccoli promontori, con la spiaggia nella parte sottostante, a volte raggiungibile in auto o con sfacchinate a piedi. Diamante invece è a due passi dalla riva. Percorri le vie del centro fino alla fine e sei tra gli scogli, la sensazione è bellissima.
Cosa vedere a Diamante
Se i murales di Diamante sono uno dei principali motivi per fare una tappa qui in un viaggio in Calabria, non sono però l’unico. Questo comune della Riviera dei cedri ha anche altro da offrire. Restando in tema mare, se hai tempo una sosta in spiaggia mettila in conto (a ridosso del centro c’è la famosa spiaggia de Lo Squalo), poi ti suggerisco una passeggiata sul lungomare vecchio, a me è piaciuto tantissimo. All’ora del tramonto è perfetto.
Tra le cose da vedere a Diamante ci sono una serie di chiese, ma la più importante è probabilmente quella dell’Immacolata concezione in stile barocco, risalente al XVII secolo e donata dal principe Bisignano Tiberio Carafa. La sua particolarità è data soprattutto dalla presenza di statue lignee che furono doni delle famiglie patrizie nel XVII secolo. C’è anche una statua della Madonna di due metri scolpita nel legno di in un tronco di ulivo. In via Vittorio veneto c’è invece lo storico Palazzo Ducale (ma non credo sia visitabile).
Tra i monumenti della cittadina c’è la statua a forma di Diamante, un po’ il simbolo della città, anche se non è la cosa che mi abbia entusiasmata di più.
Un salto a Cirella
Dopo aver visitato i murales di Diamante e le sue chiese, ti consiglio una sosta anche a Cirella, una frazione a circa 4 chilometri. Anche qui la street art è protagonista e, anche se in maniera minore, ricopre i muri di diverse abitazioni. Se ti piace l’arte urbana ti consiglio di fare entrambe le soste; se devi scegliere per questioni di tempo allora vai a Diamante, è imperdibile secondo me.
A Cirella, oltre ai murales, potresti fare un salto per vedere i resti dell’antica Cirellea, reperti dell’850 e del 1000 d.C., ma anche altri resti come quelli di un convento, di alcune chiese, un teatro e del castello del principe Carafa del XVIII secolo, fatto costruire a difesa del territorio ed adibito per metà a prigione e per metà a residenza estiva.

Antica Cirellae
L’isola di Cirella
Al largo tra Diamante e Cirella c’è l’isola Cirella dalla forma a balena, famosa perché nei fondali si trova la posidonia oceanica, una specie protetta che cresce solo nelle acque limpide. L’isola è disabitata, ma ho letto che costudisce grotte bellissime. Noi purtroppo non abbiamo avuto il tempo di visitarla.
A questo punto credo si sia ampiamente capito, la sosta per vedere i murales di Diamante e il borgo mi ha entusiasmata e la consiglio vivamente a chi vuole organizzare un viaggio lungo la costa tirrenica della Calabria. Se ti va di scoprire qualcosa in più dei luoghi che ho visto in questa meravigliosa regione ti segnalo anche l’articolo su cosa fare a Tropea.
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2 Commenti
Vero dei murales ma la prima cosa che salta all’occhio è la sporcizia e l’assenza di bidoni per la spazzatura
Ciao, si purtroppo in alcuni punti anche noi abbiamo trovato sacchi dell’immondizia a terra anche per più giorni, è un vero peccato.