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La street art a Cracovia, un lato della città da non perdere

Di Camilla
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– Street art a Cracovia –

Gironzolare per le città alla ricerca di murales e arte urbana in generale è un mio pallino (chi segue il blog se n’è accorto), ma devo ammettere che preparando il viaggio non pensavo di trovare tanti interessanti esempi di street art anche a Cracovia. Non so neanche io il perché, forse mi ero concentrata più su aspetti storici e altri lati dell’ex capitale polacca. I graffiti sono stati quindi un’altra bella scoperta durante la mia visita.

Se anche tu vuoi scoprire questa storica città della Polonia, ti suggerisco il post sulle cose da vedere a Cracovia.
In questo articolo che stai leggendo ora invece ti porto alla scoperta della street art a Cracovia, in particolare tra le vie del quartiere ebraico e del ghetto ebraico. In queste due zone del centro (facilmente raggiungibili anche a piedi dalla piazza principale – Rynek Główny) sono stati realizzati murales dal grande impatto, che in molti casi veicolano anche importanti messaggi.

Ho poi scoperto che negli ultimi anni l’uso di murales a Cracovia è stato incentivato da una serie di festival e iniziative mirate tra cui Art Boom festival e il Festival della cultura ebraica, che hanno utilizzato questa forma d’arte proprio per valorizzare delle aree urbane in alcuni casi e mantenere viva la cultura ebraica in altri.

Street art a Cracovia, alcuni tra i graffiti più belli

I graffiti per le strade di Kazimierz

Come accennato all’inizio, il quartiere ebraico, Kazimierz, è una delle aree con più alta concentrazione di murales, molti dei quali sono legati alla cultura ebraica. Un giro per Kazimierz e Podgorze (il ghetto)  è d’obbligo in una visita a Cracovia, perché sono due zone importanti per la storia della città. Kazimierz poi è anche molto particolare e pieno di locali.
 Passeggiando per il quartiere ebraico ti imbatterai sicuramente in alcuni dei graffiti presenti, qui ne segnalo alcuni da non perdere.

Il murales in stile art nouveau

Questo bellissimo graffito in bianco e nero si trova in piazza Bawol. È stato realizzato dal gruppo di artisti israeliani, Broken Fingaz, per onorare una famiglia ebrea, i Bosak, che avevano vissuto lì per 400 anni prima di essere cacciati dai nazisti.

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Il murales in piazza Bawol

Mural Judah, un must see della street art a Cracovia

Mural Judah (in Świętego Wawrzyńca 16) è un altro bellissimo murales in bianco e nero ricollegabile alla cultura ebraica (foto di copertina dell’articolo): è opera dell’artista israeliano Pil Peled, realizzato in occasione del festival ebraico nel 2013. Rappresenta la testa di un bambino con sopra la faccia di un leone: il riferimento è alla cultura ebraica e alla sua lotta per sopravvivere, ma anche alla paura e alla vulnerabilità dei bambini nel loro percorso per diventare adulti. Quando siamo stati a Cracovia, nell’area sotto questo graffito c’era un food truck park: in città di questi posticini ne abbiamo visti diversi, alcuni dei quali carinissimi.

Street art al Galicia Jewish museum

Questo murales è stato realizzato sulla parete del Galicia Jewish museum (in Dajwór 18), proprio su richiesta del museo: fu infatti lanciato un concorso per individuare chi volesse dipingere uno dei muri esteriori della struttura. Il progetto fu assegnato a Marcin Wierzchowski.

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Uno dei murales di Cracovia

I volti di Kazimierz

Si tratta di uno dei graffiti che mi ha colpita di più nel mio giro alla ricerca della street art a Cracovia: è l’opera in via Jopseph e rappresenta i volti di alcuni personaggi importanti legati all’area. Tra le persone rappresentate ci sono il re Kazimierz e la sua compagna, il principe Joseph II, l’architetto Karol Knaus e Helena Runistein, la fondatrice dell’omonima casa cosmetica nata proprio a Kazimierz. L’opera è stata realizzata da Piotr Janowczyk all’esterno del pub Wręga, nell’ambito di un progetto di murales nell’area di Kazimierz.

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Il volti di Kazimierz

All’angolo di Nowa e Józefa

Un tripudio di colori in una vecchia casa all’angolo di Nowa e Józefa: è il pezzo realizzato nell’ambito di un progetto chiamato “100 murales per Cracovia”.

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I colori di Kazimierz

Illustrations Lookarna

Lookarna è un negozio e studio d’arte che merita una visita per la particolarità delle creazioni. Sulla facciata dello studio c’è anche questo interessante murales: a me è piaciuto molto e non potevo non inserirlo in un tour della street art a Cracovia.

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Non molto distante ho trovato anche questo bel disegno ad abbellire la facciata di un negozio.

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Disegni sui muri del quartiere

Il volto cancellato

Tra i graffiti di Kazimierz voglio segnalare anche quello del volto cancellato in via Św. Wawrzyńca 5. A me è rimasto molto impresso, forse per i tanti significati che gli si potrebbero attribuire.

Questi sono alcuni dei murales maggiori di Kazimierz, ma non gli unici. Se presterai un po’ di attenzione probabilmente ne incontrerai anche di altri.

Street art a Cracovia, un giro a Podgorze

Podgorze è l’area dove un tempo sorgeva il ghetto ebraico voluto dai nazisti. Come accennato all’inizio, anche in questa parte di Cracovia ci sono interessanti pezzi di street art.

Ding Dong Dumb

Probabilmente il primo pezzo che incontrerai entrando a Podgorze dal ponte Father Bernatek è la campana dell’artista italiano Blu. Si tratta di un’opera piuttosto controversa che ha suscitato molto polemiche in quanto va a toccare lo stretto rapporto tra la Polonia e la chiesa cattolica.

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Ding dong dumb

Nell’opera è rappresentato un megafono che si trasforma in campana con sotto una folla completamente rapita e pronta ad ascoltare. Secondo alcuni era un omaggio a questo rapporto, ma si potrebbe anche leggere in tono critico.

Il robot di Lem

The Lem’s robot è una delle opere più famose di Cracovia, dedicata allo scrittore di fantascienza Stanisław Lem. Realizzata dall’artista Filip Kużniarz, sembrerebbe preannunciare una dominazione delle macchine sull’uomo.

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Il robot

Quelli che trovi qui sono tra i maggiori pezzi di street art a Cracovia e sono tutti osservabili durante un tour della città tra i monumenti e i quartieri più interessanti. In tre giorni purtroppo non abbiamo avuto modo di vedere tutti i murales che avremmo voluto. Ti segnalo però anche il graffito dei libri realizzato da un gruppo di studenti e Mayan Apocalypse mural, sempre in Pdogorze che noi non abbiamo fatto in tempo a vedere.

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