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Perché visitare Bucharest: cosa vedere nella capitale della Romania

Di Camilla
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– Perché visitare Bucarest –

Abbiamo girovagato per Bucarest per tre giorni, passando dai luoghi storici dell’era comunista a stupendi musei d’arte contemporanea; da oasi di pace nel verde alle chiassose viuzze del centro storico; da edifici in abbandono ormai ricoperti di rampicanti a progetti d’architettura visionaria che uniscono passato e futuro.

Di luoghi come Bucarest mi affascina la storia, che vent’anni fa a scuola si studiava poco nei libri e che ora sembra già lontana, risucchiati come siamo da un presente tanto turbolento come quello che viviamo oggi. Ma quello di Bucarest e della Romania è un passato dai tratti ben marcati e distintivi, anche all’interno dell’ex Cortina di Ferro. Già avamposto dell’Impero Ottomano, la sua storia più recente è scolpita dalla lunga dittatura di Nicolae Ceaușescu, che ebbe elementi specifici anche all’interno del blocco comunista.

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Centro storico di Bucarest

Perché visitare Bucarest

Sono arrivata nella capitale pensando proprio a quel periodo, agli anni di Ceaușescu, alle manie di grandezza del dittatore, al suo mastodontico palazzo del Parlamento da numeri record, ai viali enormi che dovevano primeggiare, anche se per pochi metri, con gli Champs-Élysées.

Ho visto un po’ di quella Bucarest. Ho camminato per quelle strade spaziose e ombreggiate, mi è sembrato di percepire a tratti ancora l’influenza di quegli anni di chiusura e proibizioni (proverò a parlarne). Eppure ho chiaramente notato anche tanto altro e ne sono rimasta colpita.

Abbiamo salutato la capitale rumena ripromettendoci di tornare, per viverla ancora un po’, approfondire le sue contraddizioni. Ci piacerebbe tornare ad immergerci in quella commistione che tiene insieme i vecchi fasti della Parigi dell’Est, le conseguenze visibili di 40 anni di oppressione, e del relativo collasso economico, e la voglia di ripresa che si respira in tante sfumature della città. Dall’architettura ai musei, Bucarest permette una visita che spazia tra diversi livelli di lettura e approfondimento, perfetti per appassionati di storia, arte, tradizioni e relax. 

La mia guida su Bucarest si discosta forse un po’ dagli itinerari più classici, perché ad alcune tappe molto gettonate (vedi le famosissime terme) abbiamo preferito luoghi un po’ meno popolari ma bellissimi, ovviamente a tema arte contemporanea. Ma iniziamo con i suggerimenti pratici.

 

Visitare Bucarest: cosa vedere

  • Parlamento 
  • Viale dell’Unità- Bulevardul Unirii
  • Palazzo Primaverii – Palatul Primăverii
  • Piazza della rivoluzione – Piața Revoluției
  • Lipsicani e Piazza dell’Univesità – Piața Universității
  • Galleria Macca Villacrosse – Pasajul Macca Villacrosse
  • Monastero Stavropoleos – Biserica Stavropoleos
  • Museo nazionale d’arte contemporanea – Muzeul Naţional de Artă Contemporană
  • Museo d’arte recente – Muzeul de artă recentă
  • I giardini di Cismigiu – Grădina Cișmigiu
  • Ateneo Rumeno – Ateneul Român
  • Quartiere Arthur 

Cosa vedere Bucarest:
tra simboli della dittatura e arte contemporanea

Il Parlamento

Impossibile visitare Bucarest e non dare un’occhiata all’enorme Parlamento voluto da Nicolae Ceaușescu, il secondo edificio più grande al mondo per estensione, dopo il Pentagono, e il più pesante. Originariamente chiamato Casa del Popolo – Casa Poporului – è infatti una costruzione pesantissima, che unisce neoclassicismo e realismo socialista.

Fu una fissazione per il dittatore che decise, dopo il terremoto del 1977, di ricostruire la città a suo piacimento, demolendo interi quartieri, edifici storici, lasciando gente senza casa e imponendo turni di lavoro massacranti agli oltre 20.000 operai coinvolti. Furono usati solo materiali provenienti dalla Romania. La richiesta di marmo fu tale che non ce n’era più per le tombe. Il costo per l’edificazione incise fortemente sull’impoverimento della società e ne resta una testimonianza difficile da ignorare.

Il Parlamento si può vedere all’interno con visite guidate, ma le recensioni che avevamo trovato parlavano di tour anche molto diversi tra loro, in cui l’itinerario poteva includere più o meno stanze a seconda dei giorni. Abbiamo quindi deciso di saltare la parte classica dell’edificio e dedicarci ad un’ala un po’ diversa.

In una parte del Parlamento è stato infatti ricavato il Museo Nazionale di arte contemporanea, che merita moltissimo di essere visitato. L’esposizione ha diversi piani e propone opere di artisti molto varie ma con un’ottima selezione. Le scale sono un’opera di arte urbana; uno dei livelli è in realtà un magazzino aperto al pubblico, in cui ammirare anche la comunicazione degli anni della dittatura, e il bar sul tetto regala un bel momento di relax con istallazione annessa.

Viale dell’Unità

Il resto del Parlamento ce lo siamo visto da fuori, passeggiando lungo il suo perimetro prima di dirigerci verso Viale dell’Unità -Bulevardul Unirii, originariamente chiamato Bulevardul Victoria Socialismului. Per costruirlo fu completamente stravolta la zona rispetto alla sua originaria conformazione: doveva superare gli Champs-Élysée  parigini e dare l’idea di potenza e grandiosità, ricollegandosi direttamente al palazzo del Parlamento.

Piazza della Rivoluzione

Ci sono diversi luoghi legati alla dittatura da prendere in considerazione in un viaggio a Bucarest. Noi avendo solo 3 giorni, e viaggiando con una bambina piccola, abbiamo deciso ovviamente di fare una selezione.

Abbiamo percorso e sostato più volte in Piazza della Rivoluzione, luogo simbolo perché qui si trovava l’ex comitato del Partito comunista, dal quale Ceaușescu e la moglie provarono a scappare in elicottero (ma poco dopo furono catturati e fucilati). In piazza si trova l’obelisco di 25 metri ribattezzato dai cittadini “la Patata”, monumento in ricordo delle vittime della rivoluzione. Uno spazio del passato che dialoga anche con il presente grazie anche ad istallazioni temporanee.

A due passi si trova anche la sede dell’Ordine degli architetti che cito perché è un ottimo esempio di quella fase di ricostruzione e rinascita della città, che unisce passato e presente: la parte bassa della struttura è una casa di fine ‘800, perfettamente restaurata a cui sopra è stata aggiunta, come se sbocciasse, una costruzione in vetro in un progetto davvero affascinante.

Nella piazza si affaccia anche Palazzo Reale oggi sede del Museo nazionale di arte rumena, che conserva però anche artisti internazionali.

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Dal tetto del Mnac

La casa del dittarore

Altra visita che consiglio per chi vuole approfondire il periodo della dittatura è quella a Palazzo Primaverii, casa di Ceaușescu. Va prenotata online, è solo guidata, non si possono portare passeggini e vengono consegnati dei copriscarpe per non calpestare pavimenti e tappeti.

Vedere dove hanno abitato personaggi che hanno condizionato la vita di un’intera nazione, scoprirne abitudini e piccole manie, aiuta a comprendere la persona dietro il dittatore. La visita è stata interessante, la casa è particolare e ricca di dettagli, però ho quasi percepito una ritrosia della guida ad andare oltre le spiegazioni che aveva pronte. Ho provato a fare domande e lei è stata estremamente vaga. Mi sono chiesta se fosse una sua impreparazione personale, una sorta di timidezza o quella reticenza che comprensibilmente resta, anche a distanza di anni, nel parlare chiaramente di certi fatti e situazioni. Non ho avuto purtroppo modo di discuterne con altre persone del posto.

La casa del dittatore si trova nel quartiere Primaverii, una zona piuttosto elegante della città, dove consiglio di visitare anche il  Museo di arte recente, ospitato in una villa di un ex leader comunista dall’architettura molto particolare. Su cinque piani si trovano opere davvero interessanti di artisti nazionali e internazionali. A noi è piaciuta molto la selezione. Non vi fate intimidire dai tanti piani, le sale non sono ampie e la visita può durare anche solo un’oretta.

 

Perché visitare Bucarest, il centro storico

Se Parlamento e viale dell’Unità sono tra le zone classiche di una visita a Bucarest, altrettanto imperdibile è una passeggiata per Strada Lipsicani, la storica via dei commerci e prima ancora dei nobili. Il nome deriva dal termine Lipscan riferito ai commercianti di Lipsia che portavano prodotti occidentali in territorio ottomano. Qui c’era anche la corte del famoso Conte Vlad III di Valacchia (oggi ci sono degli scavi ma non si vede molto).

Lipsicani-bucarest-bucharest-Romania

Lipsicani

L’area rischiò la totale trasformazione per via dei piani del dittatore ma ne fu, per fortuna, risparmiata dalla caduta del regime. Andò incontro ad un periodo di declino, ma negli ultimi decenni è stata oggetto di un’importante riqualificazione: oggi è una delle zone più animate e vivaci della città, dove tra edifici storici ed eleganti si trovano negozietti e locali.  Passeggiare qui è interessante di giorno così come al tramonto.

L‘area indicativamente va dalla bella piazza dell’Università, altro luogo simbolo della città, dove si svolsero manifestazioni e proteste contro il regime comunista, fino all’elegante palazzo della banca Palatul Cec, comprendendo anche il passaggio Macca Villacrosse.

Cosa vedere a Lipsicani

Tanti i luoghi di cui prendere nota nella zona del centro storico, ci sono  la chiesa di Sant’Antonio (Biserica Sfântul Anton), quella di San Giorgio nuova (Sfântul Gheorghe Nou) e il Monastero Stavropoleos del 1724, un piccolo tesoro del quartiere in stile Brâncoveanu (stile che mischia elementi bizantini, ottomani, tardo rinascimentali e barocchi). Poi c’è l’elegante palazzo della Cassa di Risparmio (Palatul Cec), di cui parlavo poche righe sopra (da vedere da fuori) e  l’ex edificio delle Poste, oggi Museo Nazionale della storia rumena.  Sempre in zona c’è poi  Hanul Cu Tei – Linden Tree Inn, considerata una delle pochissime locande storiche ancora conservate come in origine.

Monastero Stavropoleos - Biserica Stavropoleos-Bucarest-Bucharest-romania

Monastero Stavropoleos

Tra le cose da vedere a Bucarest in “centro storico” c’è poi la famosa galleria Macca Villacrosse, con la bella copertura in stile liberty. Ospita soprattutto bar e ristoranti e si percorre in un paio di minuti, ma ha il suo fascino (Si entra da Calea Victoriei 16-20 o da Str. Eugeniu Carada 5-7). Non molto distante si trova un’altro passaggio spesso citato, Pasajul Englez, anch’esso una galleria che collega due strade e sopra alle quali si trovano una serie di abitazioni. Viene segnalato per l’aspetto un po’ decadente, ma deve piacere il genere e non è facile da trovare perché l’ingresso è veramente stretto).

A Lipsicani si trova anche la bellissima Libreria Carturesti Carusel,  stupenda per via della sua struttura interna di scale e balconi bianchi.  Era una banca di fine XX secolo, poi sotto il Comunismo divenne un magazzino e nel 2015 iniziò la ristrutturazione. Per gli amanti delle librerie è una tappa obbligata, ma sento il dovere di dire che è davvero molto affollata e ciò ai miei occhi la rende un po’ meno interessante, perché si perde quell’atmosfera rilassata che si respira tra i libri.

Carturesti Carusel-Lipsicani-Bucarest-Bucharest-Romania

Carusel

Per quanto riguarda locali storici a Lipsicani segnalo Caru Cu Bere, ristorante che ha 150 anni e all’interno è bellissimo. Mentre un po’ più distante, Hanul lui Manuc. Non ho provato il cibo in nessuno dei due perché le specialità sono soprattutto a base di carne e io non ne mangio.

Cosa vedere a Bucarest 

Le cose da vedere a Bucarest non sono finite qui. L’ Ateneo Rumeno è infatti un’altra tappa che consiglio di fare: si tratta di un’elegante sala da concerti del 1888. Mi raccomando visitate la sala al secondo piano che ha un bellissimo soffitto.

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libreria in Arthur Verona

Dall’Ateneo rumeno suggerisco di partire a scoprire il quartiere Arthur Verona per due motivi: la street art e una stupenda libreria. Vi ho già parlato di quella in zona Lipsicani, ma della stessa catena in un’antica villa c’è un’altra libreria molto affascinante e non affollata. Si gira tra le stanze di questa dimora, in cui ogni ambiente è diverso e particolare. C’è anche un’interessante proposta di oggetti alcuni dei quali artigianali.

Per chi si vuole riposare tra una visita e l’altra consiglio  il grande giardino Cismigiu, con all’interno un laghetto e diverse aree gioco per bambini e bambine. Un posto perfetto per famiglie ma anche semplicemente per una passeggiata tra i viali.

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Ateneo rumeno

Eleganza, decadenza e rinascita

Bucarest ai miei occhi ha un grande fascino e in tre giorni permette di vedere molto, anche perché le distanze non sono eccessive. Sicuramente una delle cose che mi ha colpita particolarmente, già nell’area intorno all’Ateneo rumeno ma non solo, è il convivere di ville ed edifici storici perfettamente restaurati con altri in completo stato di abbandono. Palazzi bellissimi, testimonianza di antichi fasti che ora sono invasi da polvere e piante.

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Le ville di Bucarest

Ho letto che una delle ragioni è legata al fatto che, sotto il regime, venne abolita in parte la proprietà privata: i proprietari di case si ritrovarono a dover cedere la loro abitazione o parte di essa, che veniva assegnata ad altre famiglie. Alla fine della dittatura, dimostrare la proprietà o riprendere possesso dei propri immobili è diventato spesso difficile, se non impossibile, così come avere le risorse per mantenerli in buono stato. Oggi però, la spinta di rinascita e recupero sembra evidente, ecco che accanto ad edifici stupendi ma abbandonati si trovano eleganti palazzi perfettamente conservati e recuperi architettonici dalla visione futurista.

Due segnalazioni

Come già accennato all’inizio, noi abbiamo deciso di non fare tappa alle Terme, perché avrebbero comunque richiesto diverse ore, che preferivamo trascorrere tra musei e passeggiate per la città. Per lo stesso motivo abbiamo deciso di evitare il Museo del Villaggio, uno spazio a cielo aperto nella parte periferica della città, dove poter conoscere, grazie a riproduzioni fedeli, le zone rurali della Romania.  Li segnalo perché restano comunque due luoghi importanti della città, che magari potrebbero interessare chi non è appassionato di arte contemporanea.

Bucarest consigli pratici

Noi abbiamo alloggiato in zona Ateneo Romano e ci siamo trovati piuttosto bene: l’area è tranquilla e si raggiungono facilmente a piedi gran parte delle attrazioni. Ci siamo mossi quasi sempre camminando e abbiamo utilizzato i mezzi più che altro per raggiungere Palazzo Primaverii.

Dall’aeroporto al centro la soluzione più pratica ed economica è il bus (subito fuori dagli arrivi), che impiega circa 45 minuti e arriva in piazza Unirii.

Bucarest-Bucharest-Romania-viale primaverii

All’inizio di viale Primaverii

Spero che questi suggerimenti su perché visitare Bucarest e cosa vedere siano utili per scoprire la città in più di una sfumatura. Altri consigli sono ben accettati nel box commenti.

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