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Visitare Christiania, il quartiere libero di Copenaghen

Di Camilla
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– Visitare Christiania –

Visitare Christiania vuol dire immergersi in un esperimento sociale. Il “quartiere” libero di Copenaghen è la testimonianza che esiste un modo di vita alternativo a quello che tutti conosciamo. È la prova che una comunità può sopravvivere per quasi 50 anni (e probabilmente oltre) fuori dalle regole dello stato e autogestirsi, facendo fronte alle proprie necessità.

Visitare Christiania vuol dire scoprire un luogo decisamente particolare, nel bene e nel male. I pareri su questa “città libera” all’interno di Copenaghen sono contrastanti, c’è chi ne rimane entusiasta e chi estremamente deluso. A mio parere una visita a Christiania è una delle cose da mettere in programma in un viaggio a Copenaghen:  questo quartiere libero è qualcosa di molto raro, difficile da trovare altrove. Inoltre, è ormai parte delle città (qui trovi un articolo su cosa vedere a Copenaghen in generale). Non bisogna però pensare di entrare in una favola.

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Pareti decorate all’interno di Christiania

Visitare Christiania: cos’è la freetown di Copenaghen

Nel 1971 un gruppo di squatters occupò quella che era una base militare dismessa e lasciata in stato di abbandono nel quartiere di Christianshavn, non lontano dal centro di Copenaghen. Vi crearono la città autonoma e democratica di Christiania. Una zona autogestita che, nonostante le pressioni esterne, è giunta fino ad oggi restando abbastanza fedele a se stessa. Christiania nasce come comunità che non rispetta le leggi dello Stato e non accetta la proprietà privata. Un’area dove i servizi, dai rifiuti agli asili, sono autogestiti e dove le droghe possono circolare liberamente.

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Alcune case nel quartiere di Christiania

Christiania ha sviluppato un sistema di riciclo, vietato l’uso di auto, riadattato le vecchie baracche e le vecchie strutture militari a case e laboratori e ha costruito nuovi edifici. Ne è emerso un dedalo di vie dove accanto a strutture fatiscenti ci sono abitazioni eco-friendly create da architetti e artisti, il tutto immerso in un’ampia dose di colore.

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Uno dei murales

In un primo momento lo Stato decise di tollerare l’occupazione, definendolo un esperimento sociale. Negli anni si sono susseguiti diversi tentativi di “regolarizzare” l’area, ci sono state varie proposte e diverse proteste, qualche ricorso in tribunale e accordi con il Governo, ma  Christiania è rimasta la città libera all’interno di Copenaghen. È diventata ben presto famosa un po’ ovunque per essere una comunità autonoma composta in gran parte da hippy e anarchici. Sono molti quelli che hanno deciso di trasferirsi lì, tanto che esiste anche una lista d’attesa. La comunità infatti si attesta di solito intorno alle 1000 persone.

Christiania negli ultimi anni

Una delle caratteristiche di Christiania però con il tempo è diventato un problema, almeno per il resto della città e per lo Stato. La libera circolazione di droghe ha attirato anche criminali, che sfruttano questa free zone per spacciare fuori dai controlli. Nell’ultimo anno anche a Christiania sono stati introdotti dei limiti, le droghe quelle pesanti sono state vietate, ma marijuana e hashish ancora sono tollerate. I tentativi di cambiare la freetown però non sono relativi solo alla circolazione di droghe, negli ultimi anni il Governo ha portato avanti anche un progetto per chiuderla definitivamente.

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Il famoso ingresso di Christiania

Dopo varie proteste, alla fine è stato raggiunto un accordo nel 2012: gli abitanti di Christiania hanno accettato di acquistare il terreno ad un prezzo vantaggioso, diventandone legalmente proprietari. A tal fine è stata creata una fondazione: la condizione per i residenti era infatti che il terreno non fosse dei singoli ma della collettività.

Così, pare che la fine di Christiania sia scongiurata. (Qui come il loro sito spiega la situazione ora) All’ingresso dell’area puoi fare anche un’offerta o comperare qualcosa contribuendo all’acquisto del terreno.

Cosa visitare a Christiania

Christiania è un luogo fuori dagli schemi, dove hanno trovato il loro ambiente ideale hippy e creativi. In molti punti è un tripudio di colori: ci sono tanti murales e varie statue fatte con materiali di riciclo. Ci sono piccoli e grandi laboratori artigianali e artistici, atelier, negozi, musei, bar e ristoranti. Ho visto facciate di edifici che sono un inno alla fantasia, punti in cui sembra di essere in una fiaba, angoli in cui ti senti catapultato alla fine degli anni ’60.

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Alcuni dei laboratori di Christiania

Però c’è anche tanta trasandatezza: accanto ad abitazioni curate ed originali, con interni in legno, pareti colorate e fiori alle finestre, ci sono edifici fatiscenti, baracche malandate e un sacco di ferri ammucchiati. È spesso questo apparente disordine che viene additato negativamente da chi non vive lì o dai visitatori. Così come pure la circolazione di droghe: una delle vie centrali è stata ribattezzata Pusher street e posso confermare che il commercio è fiorente. Ora i pusher non hanno più gazebi ma ombrelloni e banchetti con dei piccoli espositori: ce ne sono veramente tanti, uno a un metro dall’altro.

Visitare Christiania, cosa aspettarsi

Forse quella sorta di caos e disordine, se così lo vogliamo chiamare, è un lato di questo modo di vivere fuori dagli schemi e va considerato come uno degli aspetti di questa freetown. Ci tenevo però a parlarne perché visitare Christiania non è solo gironzolare per una zona felice, ricca di colori e creatività, è anche case fatiscenti e mucchi di materiali accumulati apparentemente a caso.

Io l’ho trovato un posto interessante: mi son presa il gusto di girarlo allontanandomi dalle vie principali e curiosando un po’ in quelle più tranquille, dove non andava nessuno. Mi ha colpito fin da subito l’idea di una comunità che si autogestisce e cerca di far fronte ai propri bisogni. Ancora più mi affascina il fatto che siano riusciti a farlo fino ad ora. Passeggiando senza un ordine preciso sono finita in un laboratorio di ferro tutto al femminile, in un curioso negozio con roba di tutti i tipi e ho visto originali creazioni fatte con materiali di riciclo.

Ma devo ammettere che per quello che avevo letto me l’aspettavo un po’ diversa, forse con più espressioni artistiche e un po’ meno caos (Devo comunque dire che alcuni laboratori quel giorno erano chiusi). Di sicuro la parte dove si vende droga non ha nulla di romantico o filosofico, ed è infatti la parte che abbiamo visto più velocemente. Resto però dell’idea che visitare Christiania sia una delle cose da mettere in programma in un viaggio a Copenaghen.

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Una delle botteghe

Visitare Christiania informazioni pratiche

Dal centro si può raggiungere Christiania anche a piedi camminando per oltre 20 minuti ma io consiglio di prendere il bus (9A) o la metro e fermarsi a Christianshavn e da lì proseguire a piedi (500/600 metri in direzione della chiesa con il tetto a spirale). Ci sono due accessi principali al quartiere libero: uno a poca distanza dell’altro. L’ingresso è gratuito. All’interno è sconsigliato fare foto, soprattutto nell’area in cui ci sono i banchetti della droga. Noi abbiamo fatto i pochi scatti che vedi nei punti meno frequentati e comunque prestando attenzione a non ritrarre le persone da vicino.
Se vuoi qualche dritta in più qui trovi tutti i miei consigli pratici per organizzare un viaggio a Copenaghen.

 

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6 Commenti

Copenaghen alternativa, le tappe da non perdere - E allora parto 23 Giugno 2019 - 14:55

[…] Di certo non si può parlar della Copenaghen alternativa senza citare Christiania, il quartiere libero della capitale danese. Un’area non lontano dal centro occupata da squatters negli anni ’70 che da allora vive secondo regole proprie. Ne ho parlato approfonditamente, con vari consigli, nell’articolo su visitare Christiania. […]

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Cosa vedere a Copenaghen in tre giorni - E allora parto 22 Giugno 2019 - 15:02

[…] valga la pena farcela, anche se è diverso da come molti se lo aspettano: ho scritto un articolo su cosa vedere a Christiania (e cosa aspettarsi). Non lontano dall’ingresso c’è una chiesa molto particolare dal campanile […]

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ANTONELLA MAIOCCHI 31 Maggio 2019 - 11:21

Ho visitato Christiania con la tua stessa idea e ne sono uscita con le tue stesse perplessità. Nel tuo bell’articolo hai approfondito bene la storia che non conoscevo bene. Pensa che a Natale in pusher street c’era il mercatino! Proprio per quello mi ha datto un’idea un pò desolante ma ammiro le scelte di chi ci abita purchè rimangano coerenti

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Camilla 31 Maggio 2019 - 22:58

Ciao Antonella, hai colto in pieno il punto. Le scelte fatte sono interessanti e mi piace la filosofia di fondo se portata avanti con coerenza. Purtroppo alcuni eccessi che hanno preso piede negli anni rovinano l’atmosfera e la percezione del luogo.

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Cla 17 Maggio 2019 - 17:30

Quest’inverno sono stata a Copenaghen, ma purtroppo non abbiamo visto Christiania. Non avevamo molto tempo e ne sentivamo parlare in modo contrastante. Noi adoriamo la street art, e adesso che vedo le tue foto me ne pento!

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Camilla 17 Maggio 2019 - 21:43

Ciao Cla, in effetti i pareri su Christiania sono molto contrastanti, per questo ho cercato di descriverla in modo schietto, parlando dei pregi e dei difetti. Comunque secondo me è una tappa da fare, anche per il senso di quel posto, per la scelta fatta da chi ci vive.

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