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Cosa vedere a Ravello, gioiello della Costiera amalfitana

Di Camilla
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– Cosa vedere a Ravello –

Non è tra le località più famose della Costiera amalfitana, ma Ravello è indubbiamente una delle tappe da fare quando si visita la zona. Adagiata su uno sperone dei monti Lattari, regala panorami indimenticabili. A rendere Ravello particolarmente affascinante sono le sue due stupende ville, immerse in splendidi giardini fioriti.

Se stai pensando di organizzare un giro in Costiera amalfitana, qui trovi il mio itinerario e vari consigli pratici.

Come accennato all’inizio, Ravello è un po’ meno conosciuta rispetto alle più famose Amalfi e Positano, ma negli anni sta suscitando sempre maggiore interesse, soprattutto tra i turisti stranieri. È nota anche come città della musica ed ogni anno ospita il Ravello festival, dedicato al compositore Richard Wagner.

Cosa fare a Ravello

Ravello è un piccolo ed elegante borgo fatto di stretti vicoli, tanti scalini e case piene di fiori e decori, un po’ come in tutta la costiera, ma forse qui con una cura e un’attenzione ancora maggiori. Si sale, si ridiscende e si gira come in un labirinto che regala scorci e affacci stupendi sulle colline e sul golfo.

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Terrezza panoramica villa Rufolo

L’ingresso al centro del paese è attraverso alcuni archi che conducono ad un viale costeggiato da grandi ortensie: devo ammettere che mi ha colpita subito.

  • La piazza e il duomo

Nella piazza principale si trova il duomo o basilica di Santa Maria Assunta e San Pantaleone. La chiesa è del 1086-1087, ma negli anni ha subito diversi rimaneggiamenti. All’interno, saltano subito agli occhi due amboni lavorati, posti uno di fronte all’altro.

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Piazza Ravello

Nella cappella a sinistra del presbiterio, secondo la tradizione, è custodita l’ampolla con il sangue di San Pantaleone, che come quello di San Gennaro è oggetto di liquefazione una volta l’anno. All’interno sono ospitati il museo dell’opera e la pinacoteca di arte medievale e moderna, che però noi non abbiamo avuto modo di vedere.

  • Villa Rufolo

Cosa fare a Ravello se non una stupenda passeggiata a villa Rufolo? È uno dei motivi principali per fare tappa in questa località della Costiera amalfitana. Si tratta di un ampio complesso monumentale situato ad un lato della piazza principale. Il nome deriva della famiglia che lo realizzò nel XIII secolo. Originariamente la struttura contava moltissimi ambienti, gran parte di essi con il tempo sono andati distrutti. Villa Rufolo è una sintesi armoniosa di architettura araba, sicula e normanna, arricchita con nuove linee dovute ad aggiunte più recenti.

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Chiostro di villa Rufolo

Gli edifici rimasti in piedi non sono molti, ma a colpire è l’insieme, dato da queste strutture perfettamente integrate nel grande giardino panoramico su più livelli. Si passeggia tra vari ambienti, riempiendosi gli occhi di vedute stupende e scorci fioriti, che sembrano usciti da un dipinto.

Il percorso di villa Rufolo

Si accede alla villa dalla torre d’ingresso, che ha sempre avuto una funzione ornamentale; si arriva poi ad una delle costruzioni più particolari, il chiostro moresco o cortile, con le sue coloninne e arcate. Si attraversano quindi dei passaggi coperti e si accede ad un bel pergolato ricoperto di buganvillee. Proseguendo si costeggia la torre-museo, che è la parte più antica del complesso ed è alta 36 metri.

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All’interno di villa Rufolo

Non lontano si trovano le arcate ogivali della sala dei cavalieri e il pozzo. Pare che proprio questa parte affascinò così tanto Wagner da portarlo ad affermare che il giardino di Klingsor era stato trovato. Il compositore decise per altro di fermarsi per un periodo a Ravello.

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Sala da pranzo di villa Rufolo

Dal pozzo si scende ai giardini ottocenteschi disegnati da Nevile Reid, dai quali si gode di uno stupendo panorama. Sulla destra dei giardini ci sono i resti del bagno turco, mentre sulla sinistra si arriva alla sala da pranzo con le volte a crociera, per poi tornare all’inizio.  Villa Rufolo è uno di quei luoghi in cui gli occhi si riempiono di colori, dove prendersi il tempo di fermarsi e ammirare la bellezza dei paesaggi che ci circondano.

L’ingresso della villa è a pagamento (6 euro intero), qui trovi i dettagli e gli orari.

Villa Cimbrone

L’altra tappa immancabile di un giro a Ravello è villa Cimbrone, meno centrale della prima: si raggiunge percorrendo gli stretti vicoli, ma le indicazioni sono tantissime, non ci si perde. In realtà si tratta di un hotel, ma il grande parco è accessibile a tutti a pagamento. Io l’ho trovato stupendo.
Il nome villa Cimbrone deriva dal Cimbronium, che era la denominazione del promontorio roccioso su cui sorgevano i resti di una villa romana, trasformata poi in casale. Villa Cimbrone era infatti un ampio podere, da cui si ricavava legname per uso navale. All’inizio apparteneva alla famiglia Acconciajoco, passò poi ai Fusco. I terreni erano molto ambiti per la posizione e per il fatto di poter contare su ampie zone pianeggianti e coltivabili, rarità in un territorio molto scosceso.

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Giardini vilal Cimbrone

I luoghi di villa Cimbrone

Nel tempo la villa finì in uno stato di abbandono, ma fu riscoperta alla fine dell’’800 da un colto viaggiatore inglese, Ernest William Beckett (Lord Grimthorpe), giunto a Ravello su consiglio di amici per curare la depressione causata dalla perdita della moglie. Si innamorò del luogo e lo acquistò per farlo diventare un gioiello. Con l’aiuto di un Ravellese, Nicola Mansi, e la guida di paesaggisti inglesi, ristrutturò l’ampio podere con uno stile che riprendeva l’estetica inglese unendola a quella italiana, arricchendolo con elementi risalenti ad epoche e stili diversi. Ne è uscito un grande parco con vari percorsi e tanti punti d’interesse.

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Chiostro Villa Cimbrone

Dopo il grande portale cinquecentesco, ci si trova subito accanto al bellissimo chiostro in stile arabo siculo normanno, che riporta anche lo stemma di Lord Grimthorpe. Superato il chiostro si attraversa il lungo viale dell’Immenso, in buona parte coperto con un fitto pergolato ricco di vegetazione e si prosegue tra tempi, pergolati, fontane, statue, padiglioni e bellissime aiuole di fiori esotici e locali.

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Villa Cimbrone

Ci sono anche l’incantevole tea-room all’aperto, la grotta di Eva e una cripta su modello di un’abbazia cistercense. Inutile dire che anche da qui il panorama è stupendo: lo si può ammirare dal terrazzo dell’Infinito, uno stupendo e grande balcone arricchito di busti settecenteschi a cui si accede dal tempio di Cerere.

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Balcone panoramico villa Cimbrone

Si potrebbe restare nel giardino per ore, ammirandone ogni suo angolo e immergendosi nella magia dei suoi luoghi.
Villa Cimbrone negli anni ha attirato artisti e uomini politici: famose le visite di Greta Garbo con il suo amato Leopold Stowkowski, ma la lista dei personaggi famosi è lunga. Costo d’ingresso 7 euro, per gli orari puoi cliccare qui.

Cosa fare a Ravello tra vicoli e belvedere

Una volte visitate le principali attrazioni, vale assolutamente la pena farsi un giro per i vicoli del paese e salire anche sulla parte alta, quella accanto al duomo: lì c’è l’alberato viale Wagner che porta a via del Toro, dove si trovano antichi palazzi oggi trasformati in luossosissimi hotel. Tra questi eleganti edifici c’è un altro degli incantevoli punti panoramici di Ravello: il piccolo giardino principessa di Piemonte.

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Panorama Ravello

Quando ci siamo andati noi a fine giugno gli hotel erano tutti chiusi, alcuni probabilmente per l’estate 2020 non avrebbero riaperto. C’era un’atmosfera quasi irreale: una calma totale che rendeva ancora più suggestivo lo stupendo panorama che avevamo davanti. Con noi c’era solo un signore indaffaratissimo a richiamare tutti i gatti della zona per dar loro da mangiare: spuntavano da ogni angolo e lo seguivano come fosse il pifferaio magico.

Ravello consigli pratici

Per visitare Ravello basta meno di una giornata, ma se vuoi goderti veramente la sua calma e i tramonti, puoi decidere di pernottarci una notte come abbiamo fatto noi. Per vedere ciascuna villa si impiega un’oretta comoda senza fermarti troppo, se ti vuoi godere l’atmosfera ed è una bella giornata puoi starci molto di più. Il suggerimento se vuoi dormire a Ravello è di trovare un B&B o un hotel che abbia un posto auto, perché i parcheggi sono pochi, costosi e ad orari.

Con questo articolo su cosa fare a Ravello spero di averti incuriosito e magari fatto sorgere in te la voglia di visitare questo angolo stupendo di Costiera amalfitana.

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2 Commenti

Costiera amalfitana, itinerario di 4 giorni - E allora parto 4 Settembre 2020 - 8:09

[…] Villa Cimbrone era un antico e ampio podere che nell’ ‘800, in stato di abbandono, fu scoperto e trasformato da un lord inglese. Attualmente è un hotel, ma il grande parco è visitabile a pagamento: è molto ampio, si va dal chiostro in stile arabo-siculo-normanno al punto panoramico che richiama l’età classica, passando per la cripta su modello cistercense. Ci sono fiori ovunque, statue, grotte, fontane e patii. Qui trovi maggiori dettagli su Ravello.  […]

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Visitare amalfi, cosa vedere nella perla della Costiera - E allora parto 15 Agosto 2020 - 9:59

[…] pure nei commenti. Il mio consiglio se vai in Costiera è però quello di fare tappa anche a Ravello, che è un vero […]

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