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Cosa fare vicino Lecce, tre tappe tra mare e storia

Di Camilla
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– Cosa fare vicino Lecce –

Visitare Lecce senza fare un giro nei dintorni è un vero peccato. Nel Salento potrai trovare angoli incantevoli per mare, storia e arte. Questa volta ti voglio suggerire tre tappe un po’ particolari ma di grande interesse, che potrai raggiungere in mezz’ora d’auto da Lecce e visitare in un giorno. 

Se stai programmando un viaggio a Lecce, qui trovi la mia guida con tutti i suggerimenti su cosa vedere e una serie di informazioni pratiche. Ma ora andiamo al cuore di questo articolo e concentriamo su cosa fare vicino Lecce.

Cosa fare vicino Lecce

Acaya, la città fortificata

La prima delle tappe nei dintorni di Lecce che ti suggerisco è Acaya, un minuscolo borgo frazione del comune di Vernole, a circa 10 km dal capoluogo salentino. La particolarità di questo luogo è il fatto di essere un esempio perfetto di città fortificata del sud Italia con schema ortogonale.

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Acaya

Il borgo, un tempo chiamato Segine, divenne parte della contea di Lecce nel XII secolo e nel 1294 Carlo II D’Angiò lo concesse come feudo a Gervasio dell’Acaya. Rimase agli Acaya per 3 secoli e cambiò nome intorno nel 1535, quando Gian Giacomo dell’Acaya fortificò il borgo facendovi costruire la cinta muraria, il fossato, torrioni e baluardi. Nel 1570, alla morte di Gian Giacomo passò al Regio Fisco e poi ai De Monti. Qui iniziò il suo declinò, che culminò con la devastazione ottomana nel 1700.

Acaya ferma nel tempo

Acaya conserva ancora quella struttura fortificata e la divisione precisa delle strade: 6 vie che vanno in direzione sud-nord tutte larghe 4 metri, quasi tutte della stessa lunghezza ed equidistanti tra loro. Perpendicolari a queste ci sono 3 vie nella direzione est-ovest, due ai lati e una al centro che taglia il borgo in due. Un’impostazione che la caratterizza e la distingue da molti altri borghi del Salento e dalla stessa Lecce.

Noi siamo arrivati nelle prime ore del pomeriggio e venendo dalla dinamica Lecce, ci è sembrato di entrare in un mondo completamente diverso: quasi nessuno in giro, silenzio ed edifici ben squadrati. Alla cittadella si accede attraverso una porta del 1535, che conserva stemmi e lapidi del tempo.

Sulla piazza del borgo si affaccia il castello, opera di Gian Giacomo D’Acaya, che lo fece costruire con l’idea che potesse essere un punto difensivo vista la vicinanza del paese al mare. La fortezza ha forma trapezoidale, occupa una parte delle mura del borgo ed è circondato dal fossato. All’interno si accede da un portone rinascimentale. Il castello è visitabile, ma purtroppo negli orari in cui siamo stati ad Acaya era chiuso.

Roca tra bellezza e storia

Mettendo in programma cosa fare a Lecce prendi nota anche di Roca, in particolare di Roca Vecchia e delle Grotte della Poesia. Da Acaya ti suggerisco infatti di spostarti verso la costa. Ti accoglierà il turchese intenso del mare che ti rapirà subito, almeno con me è stato così: l’acqua era un incanto e il paesaggio una meraviglia.

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La costa salentina

In questo tratto infatti la costa è rocciosa, non c’è la classica spiaggia di sabbia. La roccia bianca e spigolosa scende a picco sull’acqua in modo irregolare creando uno paesaggio fatto di insenature e punti panoramici. Già solo per questo varrebbe una sosta qui.

Il motivo per cui ti suggerisco questa zona però non è solo il mare: qui ci sono due interessanti siti archeologici che ci raccontano un altro pezzo importante della storia di questa terra. Sto parlando di Roca Vecchia e delle Grotte della Poesia.

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Nei pressi di Roca Vecchia

 

I siti archeologici di Roca Vecchia

I siti archeologici sono gestiti dall’associazione Vivarc e durante alcuni periodi dell’anno sono visitabili anche con le guide, cosa secondo me imprescindibile perché ti permette di capire veramente il valore di quei luoghi. In alta stagione i mini tour guidati sono più frequenti e non serve prenotare, nei periodi di bassa stagione è possibile prenotare una visita. Il costo è di soli 3 euro. Roca nuova è un sito medievale ma è aperto solo in occasione di eventi.

Le Grotte della Poesia

Le Grotte della Poesia sono un insieme di grotte carsiche che un tempo erano asciutte mentre oggi è presente l’acqua. La più conosciuta è la Grotta della Poesia grande, dall’alto una vasta apertura che squarcia la roccia con all’interno un’acqua dal colore pazzesco: di solito c’è una gran numero di persone che si tuffa o si immerge, perché in questa parte in effetti è possibile fare il bagno.

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Grotta della Poesia grande

La Grotta della Poesia piccola

Per la sua bellezza scenografica la Grotta della Poesia grande è l’attrazione più famosa, ma in realtà a pochi passi c’è la Grotta della Poesia piccola (dove non si può fare il bagno ed è protetta da una recinzione), archeologicamente è più importante in particolare per l’epigrafia messapica.

Nacque come santuario ed era frequentato da naviganti e genti che attraversavano il canale d’Otranto. Sulle pareti di roccia ci sono incisioni pre-protostoriche e interi testi votivi in lingua latina e greca, spesso sovrapposti a quelli in lingua messapica che vanno dal IV al II secolo a.C. La divinità a cui si rivolgevano è Thaotor Andi rahas a cui facevano ricche offerte prima del viaggio in mare.

Il nome poesia deriva probabilmente dal termine greco-medievale Posìa, cioè bevuta d’acqua, perché è probabile che qui ci fosse una sorgente d’acqua dolce. All’interno della grotta non si può scendere, per questo suggerivo sopra di fare il giro con la guida per scoprire bene la storia.

Roca Vecchia

Roca Vecchia si trova a pochi metri dalle Grotte della Poesia ed è un sito archeologico dove sono state rinvenute tracce medievali e dell’età del Bronzo. Viene considerato uno dei più importanti centri della protostoria mediterranea per quantità e qualità delle testimonianze rinvenute. Quello che si può visitare è la zona (e i resti emersi dagli scavi) dove si trovava una vera rocca fortificata, più volte distrutta e ricostruita durante l’Età del Bronzo che aveva numerose relazioni con i popoli dell’Egeo.

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Roca Vecchia

Anche in questo caso l’ausilio della guida è prezioso per ricostruire l’epoca e soprattutto la probabile storia della fortificazione: grazie all’accompagnamento è possibile ad esempio scoprire dove sono stati rinvenuti i resti di un guerriero dell’Egeo; di una famiglia che si era rifugiata e morta nella postierla per salvarsi da un grosso incendio; testimonianze di sacrifici animali; i resti di una capanna tempio e molto altro. Dopo l’età del Bronzo qui arrivarono i Messapi, mentre in età Romana la zona non fu abitata, per essere poi di nuovo utilizzata in Epoca Medievale.

Sui siti archeologici vi suggerisco anche l’app Roca e Grotte della Poesia perché fornisce molte informazioni utili.

Il tramonto a Torre Sant’Andrea

Chiudiamo questo giro nei dintorni di Lecce con uno stupendo tramonto a Sant’Andrea. Non è molto distante da Roca ed è famosa per la costa con le scogliere bianche a picco su un mare che sfuma dallo smeraldo all’azzurro e la presenza degli scenografici faraglioni. Indubbiamente un luogo incantevole. Noi siamo arrivati che era già un po’ tardi, ci siamo presi qualcosa da bere nel bar che si affaccia su una delle calette e ci siamo goduti lo spettacolo della giornata che finiva. Con un paio di scarpe comode potete anche scendere tra le varie calette e osservare il tratto di costa da più punti di vista.

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Sant’Andrea

Di cosa da vedere ce ne sarebbero ancora molte ma con questo articolo spero di averti dato degli utili suggerimento su cosa fare vicino Lecce in un giorno. Lascia pure i tuoi consigli del box dei commenti.

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