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Libri di viaggio, per scoprire luoghi e non solo

Di Camilla
Libri di viaggio-letteratura per viaggiatori

– Libri di viaggio –

Torniamo a parlare di libri di viaggio, per scoprire mondi e storie che non tocchiamo con mano ma riviviamo tramite le parole appassionate degli scrittori.

Come nella prima puntata della rubrica, in queste righe troverai libri che parlano di viaggi in senso stretto ma non solo. Mi piace inserire opere che a primo impatto sembrano avere poco a che fare con il viaggio, ma in realtà ci portano a scoprire luoghi, persone, tradizioni o momenti storici significativi per un paese. Spesso sono libri anche molto diversi tra loro. In ogni puntata ti propongo 5 testi che ho letto e mi hanno colpito, facendomi sognare un mondo più o meno lontano e regalandomi incontri con personaggi che mi hanno lasciato qualcosa. Ora basta preamboli, è il momento di iniziare.

 

Libri di viaggio

Un indovino mi disse di Tiziano Terzani

Partiamo subito con un grande classico. Devo ammettere che il mio legame con Terzani è iniziato tardi. La prima opera che ho letto è stata Pelle di Leopardo sul Vietnam, per via della mia tesi magistrale su come i giornalisti avessero raccontato la guerra del Vietnam e come quella narrazione avesse influenzato la situazione stessa. Il libro mi era piaciuto, ma non era scattata la scintilla. Il legame con questo grandissimo reporter, viaggiatore e scrittore è nato mentre ero in Etiopia: finiti i libri che avevo di scorta, ho iniziato a leggere quelli che i volontari precedenti avevano lasciato nella guest house della ONG ad Addis Abeba e c’erano diversi volumi di Terzani. Mi ha accompagnato per chilometri e chilometri di tortuose strade etiopi aprendomi sempre più la mente, anche se non parlava di quei luoghi.

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Un indovino mi disse

Il libro che ti voglio suggerire oggi è Un indovino mi disse. Un’opera che racconta un anno molto particolare del giornalista, che gira tra i paesi del sud est asiatico senza prendere aerei, rispettando una profezia che gli era stata fatti anni prima. Nel 1976 infatti, un indovino lo aveva ammonito che il 1993 sarebbe stato rischioso per lui e non avrebbe dovuto volare. Terzani decide di rispettare quel monito ma non si ferma, continua a fare il suo lavoro di reporter senza prendere aerei, spostandosi a piedi, in treno o in nave.

Quel suo procedere più lento gli diede la possibilità di osservare e raccontare un mondo spesso ignorato: paesi che andavano incontro a enormi cambiamenti, un equilibrio precario tra presente e futuro, dove l’autore non lesina critiche al progresso e all’impatto negativo che ha sulla società e sull’individuo.

Quello sarà un anno di incontri straordinari, tra cui non mancheranno indovini, maghi e stregoni ai quali si rivolgerà in ogni sua tappa. Un periodo caratterizzato da profonde riflessioni e da una sorta di rinascita. Da questo libro si possono trarre tantissimi spunti, una moltitudine di immagini che restano nella mente, un’occasione per riflettere anche sul nostro modo di viaggiare. Mi è sembrato un testo perfetto per iniziare questa seconda puntata dedicata ai libri di viaggio.

Un indovino mi disse di Tiziano Terzani

 

Oltre Babilonia di Igiaba Scego

Oltre Babilonia è un libro corale dove eventi e periodi storici che hanno segnato paesi diversi s’intrecciano alle vite di singole persone comuni che vivono a Roma, ma che con le loro storie ci portano in altri mondi, passando per Tunisi. Lì alcune delle protagoniste si recheranno in viaggio per frequentare una scuola di arabo che diventa anche particolare luogo d’incontro e confronto con gli altri e con se stessi. Sono donne con storie molto diverse ma segnate dal passato, che si ritrovano in qualche modo legate tra loro.

Un libro sulle migrazioni e sulle difficoltà d’integrazione, ma che va ben oltre questo. Attraverso i ricordi delle protagoniste, Igiaba Scego ci accompagna tra le vicende storiche che hanno stravolto alcuni stati: così ci si ritrova in Somalia, negli anni del colonialismo prima e poi nel regime di Siad Barre e della guerra civile, ma anche nell’Argentina dei desaparecidos e delle torture inflitte dall’Esma. In un viaggio attraverso luoghi e tempi diversi, si scoprono paesi, tradizioni e relazioni umane. Pagine segnate da conflitti storici, generazionali e interiori, ma anche dai sogni, da un senso di speranza che evita di scadere nell’angoscia.

Oltre Babilonia di Igiaba Scego

Le otto montagne di Paolo Cognetti

Questo è un libro che ci fa immergere nella bellezza e nella forza delle montagne, prima e soprattutto quelle italiane della Valle d’Aosta, e poi sullo sfondo quelle del Nepal. È un romanzo di formazione, sull’amicizia, sulla famiglia e sul rapporto con la natura. Al centro della storia c’è Pietro che, da Milano, si trova ragazzino a trascorrere le vacanze in un paesino di montagna, dove conosce Bruno. Vengono da due mondi diversi, ma tra loro nasce un rapporto indissolubile, nonostante le differenze, il tempo e la lontananza.

Il romanzo parte con gli anni dell’infanzia e le estati tra i boschi, la scoperta della natura con l’amico e le escursioni con il padre, salite e faticate per le quali il protagonista non condivide lo stesso entusiasmo del genitore. Dall’infanzia si passa ad un Pietro adulto che, insieme all’amico ritrovato dopo anni, deve costruire una casa ad oltre 2.000 metri. Non ti svelo il motivo e non ti dico altro, ti consiglio di leggerlo. Sarà per il rapporto con la montagna e per il percorso di crescita del protagonista, ma questo libro mi è piaciuto molto. In un certo senso mi ha riportata alle estati in montagna con la mia famiglia e alle nostre lunghe scarpinate tra i monti.

Le otto montagne di Paolo Cognetti

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Le otto montagne e Avevano spento anche la luna

Avevano spento anche la luna di Ruta Sepetys

Questo libro parla di un lungo viaggio, ma non è uno di quelli piacevoli, tutt’altro. Si tratta infatti della deportazione nei gulag sovietici di quelli che venivano considerati oppositori politici dell’Urss, con tutte le loro famiglie, bambini compresi. È un pezzo di storia atroce, ma sulla quale non avevo mai letto un libro. Avevano spento anche la luna inizia raccontando il viaggio vero e proprio, durato mesi, che i deportati erano costretti a fare in treni e camion super affollati, in condizioni disumane. Poi si sofferma sulla “non-vita” nei campi di lavoro forzato, dove l’essere umano non contava nulla e dove in tantissimi trovarono la morte.

Il racconto di Ruta Sepetys è romanzato ma in realtà raccoglie insieme storie vere, dettagli e fatti realmente accaduti in quella che diventa una rappresentazione realistica e terribile. Inutile dire che è un libro molto triste, che ho letto quasi d’un fiato, con le lacrime che spesso solcavano il viso. L’ho inserito in questa rubrica di libri di viaggio perché, come accennato anche nel precedente articolo, quando parlo di libri per viaggiare lo faccio anche pensando a opere che in qualche modo propongono percorsi nella storia, per scoprire vicende significative degli Stati che di volta in volta vengono raccontati.

Avevano spento anche la luna di Ruta Sepetys

Nelle terre estreme di Jon Krakauer

Chiudo questo articolo con un altro classico della letteratura per viaggiatori, che però io ho letto solo di recente: Nelle terre estreme, da cui è stato tratto anche un film (con il titolo Into the wild). Il libro è il racconto dell’avventura di Chris McCandless che decide di vivere al di fuori delle regole della società, vagabondando di continuo e immergendosi il più possibile nella natura estrema, che sia il deserto o le foreste dell’Alaska. È un viaggiatore solitario, ma non asociale, capace di lasciare un segno profondo in tutti coloro che lo incontrano. La sua avventura termina con la morte per fame in un bus in Alaska (non è uno spoiler, lo si scopre fin dall’inizio).

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Nelle terre estreme

La sua storia ci viene raccontata da un giornalista che si appassiona alla vicenda e decide di ricostruirla, rifacendo parte dei percorsi e incontrando coloro che avevano conosciuto Chris. Il viaggio lungo le tappe di quel giovane avventuroso, che non si fermava davanti a nessun pericolo, porta l’autore a riscoprire anche quelle di altri viaggiatori temerari, che si sono spinti ai limiti più estremi, pagando con la vita il proprio bisogno di libertà. Quell’esperienza porta l’autore a riflettere anche sulle sue di esperienze con la natura e sulle sfide che ha affrontato. Il libro è un racconto delle vicende di viaggiatori al limite tra coraggio e follia, ma anche una costante riflessione sul loro modo di rapportarsi al mondo e alla società, sulla ricerca di un proprio “equilibrio” e di ciò che conta veramente, così come sul potere e il fascino che la natura incontaminata esercita da sempre sull’animo umano.

Nelle terre estreme di Jon Krakauer

Spero che questi miei suggerimenti sui libri di viaggio ti diano ispirazione per prossime letture e partenze, che siano con la mente o magari reali. Alla prossima puntata!

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