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Libri per viaggiare: cinque titoli da non perdere

Di Camilla
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– Libri per viaggiare-

Con questo articolo vi propongo un viaggio un po’ diverso dal solito. Anzi, a dire il vero più viaggi. Viaggi fatti dalle parole e dai racconti di scrittori che mi hanno accompagnata alla scoperta di mondi e persone più o meno lontani da me.

Adoro leggere. I libri mi fanno sognare, mi regalano sempre un’oasi dove dimenticarmi di tutto, anche delle giornate più nere, e mi fanno viaggiare anche quando sono ferma. Per questo ho deciso di condividere la mia passione per la lettura anche con i visitatori di questo blog, come faccio già sulla mia pagina Instagram, e creare quella che vorrei diventasse una sorta di piccola rubrica dedicata ai libri per viaggiare.

Era un’idea che avevo da un po’ e mentre mi decidevo a realizzarla è esplosa anche la diffusione del coronavirus covid-19, che ci ha costretti a cambiare completamente le nostre abitudini e creato, almeno ai più, un senso di disorientamento se non di angoscia. Mi auguro che questi suggerimenti possano esser anche utili in questo momento in cui dobbiamo restare in casa.

Libri per viaggiare

In questa rubrica non parlerò di tutti i libri che leggo o di tutti quelli che mi piacciono. Selezionerò quelli che in qualche modo ci fanno fare un viaggio, perché effettivamente trattano quel tema o perché ci portano in qualche modo alla scoperta di un paese diverso dal nostro. A volte saranno posti lontani e poco battuti dai viaggiatori, altri più vicini e conosciuti. In qualche modo ci saranno anche viaggi nella storia, alla scoperta di periodi fondamentali nella vita di uno Stato. In ogni caso saranno libri che, almeno a me, hanno fatto scoprire una realtà diversa. Ovviamente possono essere ottime letture duranti i tuoi viaggi, quando potremo ricominciare a farlo. Iniziamo subito senza dilungarci oltre.

Libri per viaggiare, 5 titoli da non perdere

  • Ebano di Ryszard Kapuściński

Non potevo non iniziare da Kapuściński: i suoi libri sono stati tra i primi a portarmi alla scoperta dell’Africa. Era un giornalista polacco che per anni ha viaggiato in giro per il mondo, non solo nel continente africano, scrivendo reportage. Le sue erano testimonianze vivide, chiare e senza pregiudizi. Non restava chiuso negli hotel e non sceglieva i quartieri più sicuri e ricchi: Kapuściński preferiva sempre stare in mezzo alla gente, nelle aree popolari, in quelle più povere, spesso le più pericolose, ma quelle che secondo lui meglio raccontano la realtà di certi paesi. Solo così, si legge ad esempio in Ebano parlando di Africa, poteva veramente conoscere quel continente.

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Ebano

Ho scelto Ebano come libro da segnalare in questo primo articolo, ma secondo me vale la pena leggere anche gli altri. Il Negus, per esempio, mi ha accompagnato nei giorni preparatori prima di trasferirmi in Etiopia. Ce ne sono anche altri molto belli, di cui magari parlerò prossimamente.

Reportage dall’Africa

Ebano è una raccolta dei suoi reportage e appunti, come molti dei suoi testi, incentrata sull’Africa, dove Kapuściński arrivò per la prima volta nel 1957 e tornò ripetutamente per i 40 anni successivi. In questo libro ha raccolto testi su molti Stati: Ghana, Sudan, Eritrea, Uganda, Nigeria, Ruanda e altri ancora. In Ebano ha parlato di colpi di stato, lotte, povertà, ma anche di tanti episodi personali, avventure e disavventure che nascevano proprio dal fatto di stare in mezzo alla gente. Delle volte che ha rischiato la vita, nei modi più vari, delle tradizioni dei vari popoli, e soprattutto delle tante persone incontrate. Uno spaccato autentico del continente africano in anni molto particolari, quelli della decolonizzazione, ma anche delle crisi e delle carestie che seguirono. Tra i racconti c’è anche la mia Etiopia e in particolare Lalibela (ne parlavo qui) che anche lui definisce una delle meraviglie del mondo.

  • Il libro dell’acqua e di altri specchi di Nadeem Aslam

Con questo libro ci spostiamo in Pakistan. La storia ci porta in un paese fortemente segnato dalla fede religiosa, dove i cattolici vengono discriminati pesantemente dalla maggioranza mussulmana. Devo ammettere che è uno dei pochi libri ambientati in Pakistan che ho letto (tra questi c’era il Cacciatore di Aquiloni) ed è stato molto interessante scoprire qualcosa in più di questo paese attraverso un romanzo, oltre a quello che si legge (ora sempre meno) nei giornali. È una storia toccante, che fa riflettere sulle scelte che spesso si è costretti a fare quando si vive in paesi con forti limitazioni della libertà. Al tempo stesso mostra tutta la forza della solidarietà e dei legami interpersonali.

Dettagli sul libro

Il libro dell’acqua e degli altri specchi inizia portandoci a conoscere una coppia di architetti benestanti e stimati, Massud e Nargis, molto uniti tra loro, anche se lei non gli ha mai rivelato di essere cattolica. A loro è legata un’altra famiglia, quella della loro aiutante domestica (morta prematuramente), di suo marito e della loro bambina, che i due architetti aiutano come fosse una figlia. La vita di tutti viene sconvolta da un evento tragico. Da lì iniziano una serie di vicende che porteranno i protagonisti a fare i conti con il passato e con ciò che comporta la loro fede religiosa. Mi fermo qui perché non voglio rovinarti la lettura.

  • Questa è l’America di Francesco Costa

Voliamo ora negli Stati Uniti con il libro di Francesco Costa. Lui è il vicedirettore de Il Post, esperto conoscitore degli Stati Uniti e in particolare della politica statunitense. Proprio di questo parla nella sua newsletter e nel suo podcast Da Costa a Costa, che vi consiglio di seguire anche se non siete appassionati di politica. Nei suoi reportage offre uno spaccato di un paese che guardiamo spesso con ammirazione, ma di cui a volte ci sfuggono degli aspetti. Il suo libro è interessante proprio perché non tratta solo di politica, anche se ovviamente ne occupa una buona parte.

Il testo analizza infatti tanti altri lati, vicende della società statunitense, come l’uso delle armi, la dipendenza da cocaina, il problema della contaminazione delle acque in alcune città, la guerra civile, ma anche lo sviluppo di alcune zone come quella di San Francisco e le caratteristiche uniche di uno stato come il Texas. Per spiegare alcuni fenomeni Francesco Costa torna indietro nel tempo fino a ripercorrere alcune fasi fondamentali della nascita degli Stati Uniti. Si sofferma però anche sui cambiamenti che quella società sta vivendo per capire dove sta andando il paese oggi.

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Graphic novel

Libri per viaggiare: due graphic novel

Non sono mai stata un’amante delle graphic novel e dei fumetti, ma forse lo diventerò! Negli ultimi tempi ne ho lette due e me ne sono innamorata, scoprendo un genere che, sbagliando, avevo evitato per anni. Mi ci sono avvicinata perché volevo assolutamente leggere il libro di una giornalista che stimo tantissimo, Laura Silvia Battaglia, esperta di Medio Oriente e non solo. A mio parere è una giornalista straordinaria, con una conoscenza profonda dei paesi e delle culture di cui parla, e una persona stupenda: ho avuto modo di conoscerla personalmente in una situazione molto critica che riguardava due cari amici e che lei ci ha aiutato a risolvere seppur non ci conoscesse (ma questa è un’altra storia).

  • La sposa Yemenita di Laura Silvia Battaglia e Paola Cannatella

Tra i paesi che Laura Silvia Battaglia meglio conosce c’è sicuramente lo Yemen e ne parla in modo delicato ma realistico e autentico nella graphic novel La sposa yemenita. I disegni, secondo me bellissimi, sono di Paola Cannatella. Partendo dalla sua esperienza, Laura Silvia Battaglia ci racconta di questo paese, riuscendo a toccare diversi aspetti della cultura locale e delle vicende storiche, senza pregiudizi e senza retorica.

L’autrice arriva in Yemen nel 2012 per imparare l’arabo e dopo poco viene invitata al matrimonio di un’amica di un’amica. Da questo episodio, attraverso le vicende raccontate, iniziamo a conoscere questo paese, le sue tradizioni ma anche la sua storia profondamente segnata dalla guerra. La giornalista ci parla del traffico di bambini, dei rapimenti di stranieri, delle donne velate, dei bombardamenti con i droni, di questioni religiose e molto altro. È un reportage giornalistico che trova una nuova forma espressiva e ci porta dentro una realtà di cui non si parla spesso. Il titolo non si riferisce solo alla ragazza che si sposa e al cui matrimonio Laura Silva Battaglia partecipa, ma è un riferimento anche a lei, che proprio in Yemen incontra quello che è diventato suo marito.

  • Persepolis di Marjana Satrapi

Persepolis è il fumetto autobiografico scritto e disegnato dall’autrice iraniana Marjana Satrapi. Il libro ci porta dentro uno dei momenti più difficili e importanti della storia dell’Iran, con i cambiamenti portati dalla rivoluzione islamica visti inizialmente dagli occhi di una bambina. La storia si sviluppa in un arco di tempo piuttosto lungo, dall’infanzia all’età adulta di Marjana: anni passati prima in Iran e poi in Europa, dove viene mandata per poter studiare e sfuggire ai limiti imposti nel suo paese. È quindi un racconto sull’Iran, sul cambiamento portato dalla rivoluzione e sugli anni del conflitto Iran-Iraq, ma anche sulla cultura locale e sulle reazioni della popolazione. C’è inoltre un racconto sull’Europa vista dagli occhi di una ragazzina che arriva spaesata e fa fatica ad ambientarsi. Io l’ho letto in lingua Inglese, ma si trovano anche stupende edizioni in Italiano.

Vi lascio anche qui i link per acquistarli:
Ebano
Il libro dell’acqua e degli altri specchi
Questa è l’America
La sposa yemenita
Persepolis

Spero che questi suggerimenti vi permettano di scoprire libri interessanti che vi facciano viaggiare in paesi interessanti ma anche in periodi storici diversi. Al prossimo appuntamento con la rubrica dedicata ai libri per viaggiare.

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2 Commenti

Libri di viaggio, per scoprire luoghi e periodi storici - E allora parto 13 Maggio 2020 - 8:17

[…] nella prima puntata della rubrica, in queste righe troverai libri che parlano di viaggi in senso stretto ma non solo. Mi piace […]

Reply
Raccontare un paese in guerra, intervista a Laura Silvia Battaglia 13 Aprile 2020 - 11:04

[…] un formato, ma di sperimentare. Lei infatti è anche l’autrice di una graphic novel molto bella: La Sposa Yemenita (ne parlavo qui). Una scelta che parte dalla convinzione che tutte le forme di narrazione abbiano una loro dignità […]

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