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Perché visitare Berlino, cosa mi ha colpita della capitale tedesca

Di Camilla
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– Perché visitare Berlino –

Ci sono città a cui mi sento legata, per tante ragioni diverse e un po’ per qualcosa che scatta subito, appena inizio a girare per le loro strade. Con Berlino è stato così. Non succede a tutti con questa capitale. Anzi, ho sentito molte persone che non l’hanno apprezzata. Io invece ne sono rimasta affascinata la prima volta, ci sono tornata dopo 10 anni e lo rifarei ancora e ancora.

Perché visitare a Berlino?

La prima ragione, che è poi quella per cui ci sono stata la prima volta, è la storia e in particolare quella dalla Seconda guerra mondiale in poi. Non che quella precedente sia meno importante, sarei una pazza a sostenerlo. Ma quello che è successo dal secondo conflitto, in particolare con la divisione della Germania, ha impressionato la mia coscienza di bambina in modo netto. Ho sempre avvertito il bisogno di capire che cosa avesse portato alla cortina di ferro e cosa fossero stati gli anni della Germania divisa, del muro e della sua memorabile caduta.

Ero una bimba nel 1989, avevo appena 7 anni, eppure nella mia mente era chiara la sensazione che stesse accadendo qualcosa di straordinario.

Non ricordo immagini distinguibili, ma un vago eco di commenti in famiglia e racconti in tv. La Germania, e Berlino in particolare, erano un simbolo. Il muro era un simbolo. Rappresentavano il mondo schierato, la cortina di ferro, l’est e l’ovest così diversi. Quei ricordi confusi di quando ero piccola me li sono portata dietro per anni e quel poco che si studiava sui libri di scuola ha fatto crescere ancor più il desiderio di capire qualcosa che allora non mi era chiaro.
Finché non sono andata a Berlino due volte e ho cercato di ricostruire quel passato ripercorrendone i luoghi, anche grazie ad un’esperta guida. Ne ho parlato in questo articolo sulla Berlina divisa.

Il fascino di Berlino

L’altra ragione per cui andare a Berlino è un’ottima idea è quel suo spirito artistico e d’avanguardia, quel suo essere ribelle e dinamica, ma in un modo tutto suo.

Se ripenso al mio primo viaggio a Berlino c’è un’immagine che mi torna vivida alla mente: la serata alla Casa dell’arte, Kunsthaus Tacheles. Era un edificio mezzo diroccato che negli anni ’90 divenne uno dei centri della controcultura berlinese. Su una delle facciate campeggiava il grande murales con la scritta How long is now.

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Il simbolico murales alla Casa dell’arte, Kunsthaus Tacheles

Quel palazzo fatiscente aveva una storia piuttosto controversa: ex magazzino commerciale, era stato usato dalle SS prima e dai Russi poi. Aveva subito danni durante i bombardamenti e doveva essere distrutto. Negli anni ’90 un gruppo di artisti lo occupò e lo trasformò in un luogo di incontro e d’arte.

La prima volta in città

Noi, a dire il vero, ci capitammo un po’ per caso. Trovammo una mostra e un sacco di gente che chiacchierava seduta su divani e poltrone mezze sfondati in giardino, in un clima tranquillo, dove la gente ti sorrideva anche se non ti conosceva e ti offrivano da bere. Lì trovai quell’anima di Berlino più underground, libera e artistica che ho poi rincontrato sotto diverse forme in tanti altri luoghi della città.

Quando ci siamo tornati, un paio di anni fa, la casa dell’arte non c’era più, il muro con il graffito era rimasto ma intorno fremevano i lavori di un grosso cantiere. Ammetto che per me è stato un brutto colpo.

Ma quello spirito che avevo amato di Berlino non era solo lì. Quell’atmosfera io la ritrovo in tanti luoghi ed è il motivo per cui sento il desiderio di tornare a Berlino ogni due o tre anni.

È una città destinata a cambiare, in un processo dinamico che si apre a nuove tendenze, o meglio, che diventa lo spazio ideale per far nascere nuove tendenze.

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Haus Schwarzenberg, uno dei cortili più alternativi di Berlino

È una capitale cosmopolita, dove tante culture si intrecciano e convivono influenzandosi a vicenda. Adoro vedere come si trasforma, come recupera il suo terribile passato e prova a farci i conti, trasformando luoghi simbolici e lasciando spazio a espressioni artistiche che toccano tanti campi, dalle arti figurative alla musica passando per l’artigianato.

Berlino e i suoi modi di esprimersi

Il museo della street art Urban Nation è un altro esempio di quella vena creativa che amo di Berlino. I murales a Berlino hanno avuto un significato profondo fin dai tempi del muro, simbolo di quel disagio e di quella sofferenza portata dalla divisione. Da lì la street art si è evoluta e ha trovato sempre nuove forme e luoghi per esprimersi.

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Urban Nation

Emblema di quella vena creativa e dinamica che tanto amo sono anche i cortili nascosti, il Raw temple o lo spettacolare pub sul tetto, il Klunkerkranich, così come la Boros collection, collezione d’arte in un ex bunker. Ma c’è anche l’ex fabbrica Kulturbrauerei che diventa luogo di concerti e mostre, resi ancora più d’impatto dalla particolare location. Spazi che possono essere imponenti e aperti oppure piccoli e angusti, alcuni sembrano perfino al limite della legalità.

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Kulturbrauerei

Sono estremamente diversi tra loro, ma tutti trasmettono quell’atmosfera speciale che ha questa città: la capacità di rinascere, senza preoccuparsi solo delle apparenze, dando sfogo ad uno spirito che ha bisogno di esprimersi e ama farlo fuori dagli schemi.

Le tante anime della capitale

A Berlino trovi mostre dove non te lo aspetteresti, puoi capitare in un bar roof-top che è un mix di creatività e contaminazioni che lo trasformano in qualcosa di completamente diverso. Sono luoghi dove forme espressive diverse si fondono, senza seguire regole precise: ognuna trova spazio, convive, subisce l’influenza delle altre e dà vita a qualcosa di unico.

Non solo arte

Ma non è solo nell’arte che si manifesta la dinamicità e lo spirito d’avanguardia della città. A colpirmi durante l’ultimo viaggio sono stati anche i tanti locali e negozi che prestano attenzione alla sostenibilità, impegnandosi in una produzione più attenta ed etica. Anche questo è parte di quell’atmosfera unica che chiamo sempre in causa quando mi si chiede perché andare a Berlino.

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Uno dei centri commerciali con negozi sostenibili

Berlino è Germania e non è Germania. È una città a parte, per me ma anche per molti tedeschi che non ci vivono e che a volte stentano a identificarcisi. È una città inquieta, dinamica, continuamente alla ricerca della sua dimensione, una città che si è dovuta reinventare tante volte e non si è stancata di farlo.

Perché andare a Berlino?

Perché c’è un’atmosfera unica e la respiri in tanti quartieri, non in un posto solo. Quel dinamismo e quel modo di esprimersi sono parte dell’anima della città: qualcosa che forse non ti aspetti pensando alla capitale della Germania, eppure è lì, pronto ad accoglierti.

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