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Vienna insolita, cinque tappe sull’arte contemporanea fuori dagli itinerari classici

Di Camilla
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– Vienna insolita: cosa vedere –

Vienna è una città che affascina e seduce con la sua eleganza, la sua formalità e il suo ordine. Gli stupendi palazzi lungo il “ring”, che si susseguono in modo preciso e maestoso, ma comunque accogliente e rassicurante. L’effetto wow dei suoi castelli e dei giardini perfettamente curati. La raffinatezza dei bar dove gustare l’immancabile Sacher. Sono questi i primi flesh che vengono alla mente pensando alla capitale austriaca. Ma Vienna ha anche un altro volto, meno classico e meno formale. Un’anima che parla di arte, cultura e architettura in tante sfumature diverse: quasi una Vienna insolita, una Vienna alternativa all’immagine più classica, che si può provare a scoprire partendo dalle cinque tappe che ti racconto qui di seguito.

Vienna, non solo storia e classicità

Piccolissima digressione prima di procedere: ero stata a Vienna tanti anni fa, d’inverno, durante la magia del Natale, che qui è qualcosa di veramente speciale, tra mercatini e luminarie. L’avevo scoperta lentamente e me ne ero innamorata, ma soffermandomi soprattutto sul suo lato classico. Ci sono tornata a metà agosto: è stata una riconferma per molti aspetti, ma anche una bellissima scoperta.

Una città ancora più vivace di quella che avevo conosciuto, che è profondamente legata alla sua storia ma con uno sguardo ben focalizzato sul futuro. I posti di cui parlo di seguito di seguito lo raccontano benissimo. Tra l’altro, d’estate la città si anima anche di festival ed iniziative. Se alcuni centri culturali, nelle settimane di agosto riducono i loro programmi, ci sono comunque eventi e appuntamenti che rendono il viaggio ancora più interessante.

Per conoscere tutte le principali attrazioni di Vienna ti consiglio il mio articolo generale dedicato alla città.

Vienna insolita, la futuristica WU

Dopo aver visitato il centro storico di Vienna, arrivando al campus della WU, l’Università di Economia e Commercio, sembra di aver cambiato città: eppure anche questa è la capitale austriaca. La prima tappa alla scoperta di una Vienna alternativa è proprio qui.

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Università economia e commercio

Uno spazio di studio futuristico con edifici architettonicamente impressionanti: il più famoso è la “Library and Learning center” progettata da Zaha Hadid. Basta un’occhiata per riconoscere il suo tratto. Anche gli altri palazzi del campus però non sfigurano affatto accanto alla creazione dell’archistar Irachena-Britannica.

Ci sono ad esempio il particolarissimo palazzo giallo e arancio dell’Amministration and departmets dell’architetto inglese Peter Cook e del CRABstudio, o quello color ruggine del Teaching center, progettato dallo studio austriaco BUSarchitektur. Ma ci sono anche il departments 2 e Student center, bianco e nero, del Giapponese Hitoshi Abe (forse il più semplice) e quello che sembra composto da due cubi disallineati dello studio spagnolo NO.MAD Arquitectos. Insomma, una passeggiata qui lascia letteralmente a bocca aperta, se amate l’architettura contemporanea.

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Università di Economia e commercio

È uno spazio molto curato, con tantissimo verde, ampie aree pedonali in cui si ergono questi edifici dalle linee a tratti futuristici e a tratti quasi retrò. Ne avevo letto, ma vederlo dal vivo è tutta un’altra cosa.

La Wu si trova accanto al Prater, per cui si possono abbinare le due visite.

Mak, una piccola perla nella lista dei musei

Che Vienna sia piena di musei interessanti non devo certo dirlo io, qualsiasi sito o articolo dedicato alla città ne contiene a decine che si potrebbero visitare, a partire dai Mumok, Leopold e Belvedere, giusto per nominare i più noti. Il Mak, Museo di arte applicate, è meno citato, meno famoso ma è un gioiellino che vale la pena di essere scoperto. Non poteva mancare in questa mia lista dedicata ad una Vienna insolita.

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Mak

Intanto la location è molto suggestiva: un bellissimo edificio della seconda metà dell’800 ispirato al Victoria and Albert Museum di Londra. Le collezioni all’interno (ne sono tante) spaziano tra passato, presente e futuro, offrendo un’ampia varietà di approfondimenti e spunti. In alcuni casi con allestimenti veramente originali. C’è anche una parte fissa dedicata al Giappone.

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Mak

Noi abbiamo avuto la fortuna inoltre di vedere un’interessante esposizione temporanea sull’acqua (Water pressure), che sottolineava il problema della sua scarsità e del rapporto dell’uomo con l’ambiante, attraverso opere di grande impatto e spunti di riflessione anche fuori dai soliti schemi.

Piccola nota finale: lo shop del museo è un’esposizione a sua volta.

Wuk, da fabbrica a centro culturale

Altra tappa di questo piccolo tour in una Vienna insolita è il Wuk (acronimo di Werkstätten- und Kulturhaus, cioè Case per workshop e cultura), un’ex fabbrica di locomotive che è diventata centro socio culturale. Raccoglie realtà anche molto diverse tra loro, propone eventi, laboratori e mostre. Ci sono una sala per concerti, una per le esibizioni, uno spazio espositivo di fotografia, uffici, studi professionali, laboratori artigianali e artistici, sedi di associazioni per adulti e anziani, un asilo e molto altro. Il programma nelle settimane centrali di agosto è meno fitto e alcuni spazi sono chiusi, ma in generale è piuttosto attivo.

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WUK

Il Wuk è il posto ideale per scoprire una Vienna fuori dagli itinerari classici ed immergersi un po’ nella vita di chi la abita. C’è un bar ristorante piuttosto informale dove potersi rilassare nel tardo pomeriggio e godersi un po’ dell’atmosfera tranquilla che si respira nel cortile circondato da edifici di mattoni rossi. Nelle settimane in cui eravamo in città proponevano spesso concerti all’aperto.

L’arte al Broatfabrik

Altro progetto di rigenerazione urbana, che racconta una Vienna alternativa rispetto alla sua immagine più nota, è quello che ha coinvolto l’ex fabbrica del pane AnkarBroatfabrik. I vecchi edifici che un tempo costituivano il polo di produzione sono stati acquistati singolarmente da privati, che vi hanno costruito uffici e diversi spazi artistici.

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AnkarBroatfabrik

Parlando con una delle proprietarie delle gallerie aperte, ci diceva che qualche anno fa lo spazio era molto più dinamico, nell’ultimo periodo lo è molto meno. Particolarmente attiva è la Caritas che gestisce il locale ristorante e una serie di attività rivolte alla numerosa e varia comunità multiculturare del quartiere.

Ci sono comunque alcune gallerie aperte molto interessanti, come Anzenberger Gallery e l’Atlier10. Quest’ultima è una gallerie e un laboratorio insieme, mentre si ammirano le opere gli artisti sono al lavoro.

Mi piace essere onesta: lo consiglio solo se si sono già viste le principali attrazioni della città e si ha un po’ di tempo extra da spendere per qualcosa di meno mainstream, perché la Broatfabrik è distante dal centro e gli spazi visitabili non sono molti. Quindi meglio sempre controllare sul sito cosa sia in corso al momento.

Lo Spittelau, l’inceneritore che diventa arte 

Dell’architetto e artista Friedensreich Hundertwasser sono molto famose le case popolari Hundertwasserhaus, ormai una meta classica degli itinerari a Vienna. Meno noto ma altrettanto impressionante è invece lo Spittelau, l’inceneritore della città.

Il complesso è un’importante fonte di energia per la capitale austriaca. Quando l’Amministrazione decise di ristrutturarlo coinvolse il famoso architetto per dargli anche una vesta diversa. Informandomi in vista del viaggio a Vienna, ho letto che Hundertwasser inizialmente era contrario al progetto, per questioni ambientali, ma poi accettò a condizione che venissero messe in atto una serie di misure estremamente innovative per l’epoca per ridurre l’inquinamento.

Purtroppo non ho avuto modo di verificare l’efficenza di tali misure e del complesso in sé, non ne ho le competenze, però posso dire che architettonicamente è qualcosa di estremamente particolare: assomiglia decisamente più ad un castello, con un’alta torre dorata.

Accanto allo Spittelau si trova un altro complesso progettato da Zaha Hadid, di molto antecedente a quello dell’università. In realtà questo complesso residenziale non ebbe grande successo e l’originario progetto subì anche delle modifiche e pare che la stessa architetta ne abbia preso le distanze.

Spero che con questi miei consigli, tu possa arricchire l’itinerario di visita con tappe di una Vienna insolita, alla scoperta dell’arte contemporanea in posti meno noti della capitale austriaca.

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