– Visitare il Giardino di Ninfa –
I resti di una città medievale che si intrecciano a fiori e piante prevenienti di vari luoghi del mondo in uno suggestivo contesto che sembra quello di una favola, dove l’avvicendarsi del tempo è segnato dalle varie fioriture e ogni stagione offre colori e profumi differenti: con questo articolo ti porto a passeggio nel Giardino di Ninfa, a Cisterna di Latina.
Visitare il Giardino di Ninfa era in lista da un po’ e finalmente ad inizio giugno ne ho avuto l’occasione durante un breve tour che abbiamo fatto nel basso Lazio, qui trovi l’itinerario.
Il Giardino di Ninfa è un luogo molto particolare per la speciale simbiosi che si è creata tra i segni di un lontano passato e la vegetazione. Ma faccio un salto indietro nel tempo per capire dove ci troviamo.

Uno dei ponti del giardino
Giardino di Ninfa: la storia
Ninfa nel Medioevo era una città con doppia cinta muraria, 7 chiese, 2 ospedali, 2 monasteri, vari mulini ad acqua e circa 250 case, nonché diverse attività produttive. Il territorio era molto fertile e si trovava in una posizione strategica, in quanto zona di passaggio obbligata lungo il tragitto che collegava Roma e Napoli, quando l’Appia era ancora impaludata. Da qui derivava anche parte della sua ricchezza, perché per passare era ovviamente richiesto un pedaggio. Ninfa arrivò a contare 5000 residenti in appena 8 ettari.

Gli antichi resti di Ninfa
Faceva parte di in un territorio più vasto, che nel VIII secolo rientrò nell’Amministrazione pontificia. Dall’XI secolo assunse il ruolo di città. L’importanza di Ninfa è testimoniata anche dal fatto che, nel 1159, nella chiesa di Santa Maria Maggiore fu incoronato pontefice Alessandro III.
Nel 1298 Pietro II Caetani, nipote di Papa Bonifacio VIII, acquisto Ninfa e altri territori limitrofi: iniziò quindi la presenza del suo casato in questo territorio. Nel 1381 Ninfa fu distrutta per via di controversie legate allo scisma d’Occidente, la città non fu ricostruita e la malaria spinse gli abitanti lontano dalla pianura. Alcune chiese e alcune attività furono però mantenute attive dagli abitanti delle colline vicine.

Uno degli storici ponti
Dai resti del passato a incantevole giardino
Alla fine dell’‘800 i Caetani tornarono nei possedimenti della zona e decisero di trasformare Ninfa in un giardino. Se ne occuparono Ada Bootle Wilbraham, moglie di Onorato Caetani, e i figli Gelasio e Roffredo. Fecero bonificare alcuni acquitrini, piantarono i primi lecci, cipressi e faggi, restaurarono alcune rovine, tra cui il comune che divenne la casa di campagna. Tuttavia la maggior parte dei resti non subirono interventi di recupero.

Giardino di Ninfa
La piantumazione del primi alberi è del 1920. Fu poi l’ultima erede dei Caetani, donna Lelia, figlia di Roffredo ad occuparsene con grande cura e un occhio da pittrice, con un’attenzione particolare ai colori. Tra l’altro, amante di piante orientali, ne fece arrivare diverse specie che oggi caratterizzano il giardino.
Nel 1972 Lelia istituì la fondazione Roffredo Caetani affinché si prendesse cura del parco dopo la sua morte ed è quello che fa ancora oggi.

La foresta di nambù
Visitare il Giardino di Ninfa
Per visitare il Giardino di Ninfa si impiega un’oretta, che poi possono diventare anche due se ci sofferma su ogni pianta. Io consiglio di acquistare il biglietto online: qui il sito.
Prima del covid venivano svolte visite guidate in gruppo. Per evitare assembramenti, al momento si gira liberamente seguendo il percorso tracciato: ad ogni punto di interesse si incontra un membro dello staff che fornisce informazioni storiche e soprattutto dettagli sulla vegetazione. Ho apprezzato molto questa parte perché mi ha permesso di soffermarmi su molte specie e dettagli che, da non esperta, avrei trascurato.

L’antica Ninfa
Noi ci siamo stati in un giorno nuvoloso, ma lo staff mi ha detto che nelle giornate di sole in alcuni punti il caldo si sente molto, quindi consiglio di portare cappello e acqua nei mesi estivi.
Ho provato a chiedere allo staff quale fosse il periodo migliore per visitare il giardino, da ognuno ho ricevuto una risposta diversa, perché in realtà in ogni momento ci sono piante in fiore e colori e sfumature diversi a seconda del periodo. Penso che fine maggio e giugno siano comunque ottimi periodi.

Uno dei tanti fiori
A passeggio tra piante, ruderi e ruscelli
L’acqua è un elemento centrale nel giardino, il fiume, il lago e i vari ruscelli sono fonte di vita e caratterizzano anche la visita. Ad oggi sono ancora visibili i resti di alcune chiese come Santa Maria Maggiore, il cui dipinto principale è solo in parte visibile, mentre il resto è custodito al castello Caetani di Sermoneta. Ci sono poi i resti di una casa torre, di alcuni tratti di mura e alcuni ponti, situati al centro di scorci molto suggestivi. C’è anche una piccola foresta di bambù, che insieme alle piante di ciliegi giapponesi ti porta direttamente nel paese del Sol Levante.

Chiesa Santa Maria Maggiore
Visitare il Giardino di Ninfa è come passeggiare in un luogo fuori dal tempo, avvolti da piante stupende e dai resti della storia. Se vi trovate in zona Latina, o se siete a Roma e volete fare un’escursione diversa dal solito, vi suggerisco vivamente di metterlo tra le cose da vedere.
Dopo aver passeggiato per il parco, l’altra tappa d’obbligo è Sermoneta con il Castello Caetani, per scoprire un altro pezzo di storia di quest’angolo di Lazio e della famiglia Caetani.
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