– Street art a Civitanova Marche –
Un luogo trasformato dall’arte. Il cemento si anima con i colori, muri e portoni di anonimi capannoni diventano le tele per straordinarie opere. Accanto alle voci e al tram tram quotidiano dei pescatori, prende forma un museo a cielo aperto: è la bellezza di Vedo a colori, un interessante progetto di arte urbana che ha cambiato il porto di Civitanova Marche.
L’ideatore e curatore è l’artista Giulio Vesprini, che ha deciso di valorizzare con la street art una zona della città: l’area del porto, centrale per una località costiera, ma al tempo stesso piuttosto grigia e non particolarmente attraente. Il progetto è iniziato nel 2009 e negli anni è cresciuto fino a creare un’enorme galleria all’aperto, dove i disegni ricoprono tutto il muro del molo e diverse pareti nella zona dei cantieri.

Ale Senso
Il progetto di street art a Civitanova Marche è autofinanziato: Vesprini ha voluto fortemente che Vedo a colori restasse indipendente dalla politica. La sua realizzazione è stata possibile grazie alle donazioni di privati e ad un bando europeo.
Da qualche anno c’è il patrocinio di Comune, Gac Marche Sud e Regione: ne riconoscono il valore culturale, ma Vedo a colori mira a restare comunque un’iniziativa indipendente dai loro finanziamenti.

Mister Pepsy – Daniele Tozzi

Alessio Bolo Bolognesi
Il porto come una galleria d’arte
Conoscevo bene il porto di Civitanova perché da ragazzina, quando ancora vivevo nelle Marche, mi capitava spesso di andarci a passeggiare con gli amici. Erano anni però che non ci tornavo. Ripercorrerlo ora, così trasformato, è stato come riscoprirlo del tutto. Una lunga camminata avvolti nell’arte, tra murales stupendi che sono un inno al mare nelle sue diverse forme, alla città ma non solo. Gli artisti sono stati lasciati liberi di farsi ispirare dal luogo.
L’arte si intreccia con la vita quotidiana dell’area: dà un nuovo volto a luoghi anonimi senza alterarne le architetture, ma creando un legame diverso tra gli spazi, le attività del porto, la forza della natura che si infrange sugli scogli e gli abitanti, che ora hanno un motivo in più per venire a passeggiare qui.

Mattia Lullini

Andrea Casciu
Street art a Civitanova Marche
Le opere sono molto belle e ne sono tante, tantissime, perché l’area coperta è vasta. Oltre 70 artisti hanno creato, ognuno con il proprio tratto e la propria sensibilità, un grande racconto collettivo.
Sono stati invitati a partecipare writer da tutta Italia e i nomi coinvolti sono molti: Millo, Chekos, SeaCreativa, Francisco Bosoletti, Ale Senso, Collettivo FX, Daniele Nitti, Alina Vergnano, Guido Bisagni (108), MrFijodor, Dissenso Cognitivo, Andrea Casciu, Mattia Lullini, Hope, Matteo Ufocinque Capobianco, MisterPepsy, Bio Dpi Fabiop Della Ratta, Daniele Geniale, Krayon, Nicola Alessandrini, To/Let,Nemo’s, Nulo e molti altri. Li trovi tutti sulla pagina Facebook dell’iniziativa.
Sono numerosi i pezzi che mi hanno colpita di Vedo a colori, ma più in generale è il progetto stesso ad essere di grande valore: se visiti questa parte delle Marche o se l’attraversi in direzione nord o sud ti consiglio vivamente di fare una sosta qui.

Alessio Bolo Bolognesi
Negli anni Vedo a colori e il suo ideatore Giulio Vesprini hanno avviato anche collaborazioni con le scuole del territorio e la street art a Civitanova Marche ha trovato nuovi spazi, come gli esterni di alcune sedi scolastiche.

Mister Pepsy – Daniele Tozzi
Street art a Civitanova Marche
Impossibile elencare qui tutte le opere di questa stupenda galleria di street art a Civitanova Marche, per questo ho preferito lasciar parlare i muri cercando di pubblicare le foto di molti dei pezzi che mi hanno colpita, ma non sono gli unici.

Millo
Apprezzo moltissimo progetti di questo tipo, quando l’arte urbana diventa uno strumento per riqualificare o valorizzare luoghi, rendendoli più interessanti per chi li vive quotidianamente ma anche per eventuali turisti, diventando quindi anche un’attrattiva per chi ama l’arte urbana e non solo.
Di esempi di questo tipo ce ne sono, fortunatamente, sempre di più: basti ad esempio pensare a Borgo Universo ad Aielli, che ha ridato vita ad un paese a rischio di spopolamento, o all’iniziativa Draw the line a Campobasso, dove l’arte urbana è stata importante strumento di riqualificazione di alcune zone della città.
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