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Street art a Ravenna: i murales da non perdere

Di Camilla
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– Street art Ravenna –

Ravenna è famosa per i suoi meravigliosi mosaici e le antiche testimonianze di arte bizantina, ma la città romagnola ha moltissimo da offrire anche agli amanti dell’arte urbana, dalle incursioni di Blub e Invader nel centro alle facciate dei palazzi alla Darsena.

In articolo precedente ho scritto di cosa vedere a Ravenna e già li accennavo al fatto che la città avesse anche quest’altro lato artistico, che non tutti conoscono ma che merita assolutamente di essere scoperto se si ama la street art.

Il merito della realizzazione di questo museo di arte urbana ammirabile in giro per la città si deve in gran parte all’associazione Industria (promotrice di numerose iniziative) che, in collaborazione con il Comune, ha creato il festival  Subisdenze nel 2014 con l’obiettivo di “far rinascere” (come scrivono nel sito) alcune aree periferiche di Ravenna. Con questo obiettivo sono stati invitati in città artisti italiani e stranieri che hanno realizzato opere stupende. Tra questi ci sono Ericailcane, Bastardilla, Millo, Jim Avignon, Basik, Pixel Pancho, Qbic, Tellas, Camilla Falsini, Zed1, Dzia, Hope, Dissenso Cognitivo, Geometric Bang, About Ponny, Reve +, Exit Enter.

Street art a Ravenna: un giro in centro

La maggior parte delle opere si trova nella zona della Darsena e nelle vie limitrofe, ma già in centro è possibile ammirare alcuni interventi, in particolare quelli di Blub e Space Invader (più nome come Invader) . Volti dei personaggi più disperati con indosso la maschera sub-acqua. per la  serie “L’arte sa nuotare”, si trovano in vari punti della città, basta prestare un po’ di attenzione per trovarli. Poi ci sono i personaggi ispirati al video gioco Space Invader del writer francese Invader nascosti nei muri di Ravenna: presta attenzione al muro del Mercato Coperto e sicuramente ne noterai alcuni.

Sempre in centro, in via Pasolini, si trova un volto di Dante opera di Kobra: con il suo inconfondibile stile che unisce linee geometriche e colori arcobaleno spesso ritrae volti di personaggi illustri e straordinari per il loro operato. Io avevo già ammirato una sua stupenda opera ad Amsterdam.

 

Darsena e dintorni

La maggior parte dei murales a Ravenna si trova in zona periferica, in linea con l’obiettivo dell’iniziativa da cui nascono: molti sono nell’area della Darsena e nelle vie limitrofe.

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Darsena

A proposito di Darsena, apro una piccola parentesi. Spesso quando si visita Ravenna ci si concentra in centro città, ma quest’area, legata alle attività produttive e commerciali lungo il canale Candiano, negli ultimi decenni si è sviluppata molto e di recente è stata oggetto di un’importante opera di riqualificazione. Parte di questo progetto è la passerella di circa un chilometro in legno e acciaio: è presentata come una passeggiata culturale grazie a testi e versi che sono stati istallati lungo il percorso. Se sei a Ravenna per un weekend ti consiglio di farci due passi. Se poi vuoi vedere la street art è d’obbligo perché praticamente si trova in questa zona.

Sui muri del vecchio mangimificio Martini in via Salona nei pressi della Darsena si trova una delle opere di Ericalilcane in cui un mostro marino ha catturato e sta per divorare una barca piena di topi bianchi.

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Ericailcane

Nell’area vicino alla passerella di legno c’è un’area ristoro piuttosto industrial, con bar e locali ricavati in container colorati. A noi è sembrata molto carina.

Non distante si può anche ammirare un bel sottopassaggio onorico dell’artista Hope tra stelle e elementi naturali. Passeggiando qui intorno troverai sicuramente altri pezzi come gli uccelli di Dzia. Non devi però fermarti qui, perché i murales che ricoprono intere facciate di palazzi non solo lontani.

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Hope

Street art a Ravenna: i murales da non perdere

Di opere da vedere ce ne sono diverse e il mio consiglio è di girare in auto o in bici, ma non a piedi, perché i pezzi non sono vicinissimi e noi ci abbiamo messo un po’ per trovare quelli che stavamo cercando.

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Pixel Pancho

Lungo via Trieste ne incontrerai alcuni secondo me di grande impatto proprio sulle facciate laterali di alti palazzi: percorri la strada lentamente altrimenti rischi di non vederli. Tra questi c’è “The Last Kiss” del writer torinese Pixel Pancho, le cui opere sono caratterizzate dalla presenza di robot. In questo affascinante bacio, due robot dalle sembianze umane sono ancora più stretti tra loro dalla presenza di una sorta di bosco rampicante.

La cittadella della street art

La maggior parte delle opere si trovano in quella che viene definita “La cittadella della street art”, lungo lo stradone di via Tommaso Gulli di fronte al parcheggio del Pala De Andrè. Qui ci sono i pezzi secondo me più più straordinari.

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Basik

Partiamo subito con The Incredulity of Saint Thomas di Basik, un’opera bellissima che è un omaggio ad un’altra opera “Il Grande ferro” di Alberto Burri che è dentro il Pala De Andrè e che vuole essere al tempo stesso una critica verso lo stato di conservazione dell’arte contemporanea e dell’opera stessa con un invito a toccare con mano.

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Zed1

A pochi metri, sempre sulle facciate di alcuni edifici, si trovano altri pezzi che a me hanno colpita moltissimo. Tra questi c’è “Everyone has his own hell” di Zed1, che ci ricorda come ognuno ha i propri demoni e deve prima imparare a convivere con questi, a stare bene con se stesso, poi che con gli altri. Avevo avuto già modo di apprezzare il lavoro di questo bravissimo writer a Campobasso, in un altro bel progetto in cui l’arte urbana è diventata strumento di riqualificazione.

Accanto ai muri appena citati, si trovano quelli di Ericalilcane e Bastardilla, i cui disegni hanno spesso un carattere politico: qui una locusta e un bruco ricordano come due animali piccolissimi possano distruggere sistemi oppressivi.

Tra i cortili dietro dei palazzi

Una volta ammirati i murales lungo Tommaso Gulli devi assolutamente entrare nelle vie tra i palazzi, proprio nei pressi delle opere di Ericailcane e Zed1: lì potrai ammirare altri pezzi molto particolari, tra cui un originale cruciverba sul muro di un palazzo e la straordinaria opera di Millo, omaggio a Dante e Virgilio, rappresentata su due edifici vicini. Già solo questo capolavoro basterebbe a giustificare un giro per la street art a Ravenna.  L’opera è stata realizzata in occasione del settecentenario dalla morte del poeta e Millo ha rappresentato Dante e Virgilio come bambini che giocano con oggetti simbolo dei loro viaggi nell’aldilà. Non è l’unica creazione di Millo a Ravenna, come avrai avuto modo di vedere dalla copertina dell’articolo.

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Millo

Insomma, avrai capito che la zona di via Fiume, La Darsena e Tommaso Gulli sono veramente piene di pezzi. Ti ho citato quelli che mi hanno colpita di più, ma ce ne sono altri molto belli. Tra questi, prima di passare ad un’altra zona della città, ti indico anche quello all’incrocio tra via Gullie via Fiume di Jim D’Avignon “The City of momories”: un inno all’integrazione culturale in un quartiere fortemente multietnico.

Street art a via Sighinolfi

Spostiamoci ora da un’altra parte della città, per altre due opere imperdibili di questo tour della street art a Ravenna: qui c’è l’altro murales di Millo, in una delle pareti della palestra dell’Istituto Tecnico (foto di copertina). Due giovani che sembrano fluttuare sopra la città sono connessi tra loro dal telefono ma, seppur vicini, non hanno contatti fisici.

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Seacreative

Nel muro che fa angolo c’è un’altra stupenda creazione, quella SeaCreative: un pescatore sulla sua barca, che rappresenta anche la sua casa e le sue emozioni. Un’altra opera di questo artista l’avevo ammirata poco tempo prima a Civitanova Marche, lunga un’altra bella galleria di street art (Vado a Colori).

Insomma, Ravenna non è solo la città dell’arte bizantina, oltre agli straordinari mosaici avrai modo di ammirare stupende testimonianze di arte urbane. Spero che questo articolo sia uno spunto e una guida alla ricerca della street art a Ravenna.  Se può esserti di aiuto qui trovi anche una mappa con le vie indicate, ma non le foto dei pezzi.

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1 Commento

Cosa vedere a Ravenna in un weekend - E allora parto 9 Ottobre 2021 - 18:00

[…] Pensando a cosa vedere a Ravenna, la street art probabilmente non è la prima cosa che viene in mente, eppure in città ci sono opere stupende. Oltre all’omaggio a Dante (in una delle vie del centro storico) e alle opere di Blub e Space invaders, grazie al festival Festival Subsidenze e all’associazione Industria artisti noti e meno noti hanno dipinto intere facciate di palazzi nella zona della Darsena e non solo. Ne ho parlato in un articolo dedicato proprio alla street art a Ravenna. […]

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